Donne e fede con mons. De Zan

Merry Wieser-Hanks, oggi “distinguished professor emerita” del Dipartimento di Storia della Università del Wisconsin, ha dedicato tutta la vita allo studio del ruolo della donna nella storia. L’ultima fatica è il libro “Donne e fede in età moderna”, edito da Carocci, Roma, nel giugno del 2026. Il libro verrà presentato a PordenoneLegge domenica 20 settembre alle 15,30, dal traduttore dott. Maurizio Gnocchi (è stato impossibile avere l’autrice a Pordenone) in dialogo con d. Renato De Zan, nella concattedrale di S. Marco in Pordenone.
Il libro è ponderoso: è composto da ben 350 pagine, che contengono sei capitoli, ognuno dei quali esplora una categoria di donne: cap. 1. Monarche; cap. 2. Madri; cap. 3. Migranti; cap. 4. Martiri; cap. 5. Mistiche; cap. 6. Missionarie.
Le donne presentate appartengono all’area cattolica e all’area protestante, con tutte le sue costellazioni (luterani, calvinisti, anglicani, anabattisti, ecc.). Il libro si propone di “raccontare la storia delle donne e dei cambiamenti religiosi dalla fine del Quattrocento al Settecento, prendendo in considerazione nella sua interezza la portata della riforma religiosa in un’epoca in cui il cristianesimo occidentale si frammentò e si diffuse nel mondo”.
Impareremo a conoscere la tedesca Katharina von Bora, moglie di Martin Lutero, e la spagnola santa Teresa d’Avila, la regina Cristina di Svezia e la predicatrice calvinista Katharina Schütz Zell, moglie dell’ex sacerdote cattolico Mathias Zell, la nobile Johanna Eleonora von Merlau Petersen e la mistica congolese Dona Beatriza Kimpa Vita. L’elenco è lunghissimo. Troveremo tra le martiri non solo la protestante Weynken Claes (uccisa dai cattolici), ma anche la cattolica Margaret Clitherow (uccisa dagli anglicani). Assieme ad esse le tante donne uccise perché accusate di stregoneria. Faremo conoscenza con le donne convertite in Giappone, con le suore spagnole delle missioni nelle Filippine, con le sante d’Etiopia, d’Europa e di America.
Il libro è documentato e ricco. Un grande merito va al traduttore, il dott. Maurizio Ginocchi, che ha reso il testo italiano fluente, di facile lettura e senza ricorrere a vocaboli estemporanei, ma di immediata comprensione. Oltre a una esplorazione del mondo femminile religioso nei quattro secoli dell’era moderna, dal Quattrocento al Settecento, l’opera si presenta con una sua novità: una grande apertura al pluralismo, sia confessionale, sia culturale.