Pordenonelegge
Domenica 20 alle 17, Propordenone : la storia della Via di Natale
Il libro Via di Natale riempie il vuoto con una storia di volontariato che meritava di essere raccontata. L’associazione è un simbolo di solidarietà conosciuto in tutt’Italia. La città si preparava alle feste natalizie. Si raccoglievano i soldi per le luminarie. Promotore era ancora una volta Franco Gallini, persona carismatica che ideava iniziative e le realizzava. Era il dicembre del 1977. Alt, Gallini si fece convincere dall’appello dell’oncologo Umberto Veronesi per sostenere la ricerca sul tumore al seno. «È un invito stimolante. Che senso ha spendere tanto per delle luci che durano solo per un breve periodo?».Riuscì a convincere prima la moglie Carmen, sempre accanto a lui in queste attività, poi molti commercianti. L’importo raccolto fu consegnato al professor Veronesi per la sua nobile causa.
Perché non continuare? Nacque così la Via di Natale con risultati importanti per il territorio. Prese consistenza l’idea di avviare le procedure per un reparto oncologico in Friuli. Partì spontaneamente una raccolta di firme con l’impiego di alcune staffette di marciatori. Il risultato fu clamoroso: oltre 80 mila adesioni in mezza giornata. La documentazione giunse a Trieste. La Regione era chiamata a una risposta. La politica rimase però fredda. Per scuoterla, servirono altre mobilitazioni popolari. Nel 1984, dopo una serie di passaggi non semplici, fu finalmente istituito il CRO, ad Aviano.
La storia dei sogni realizzati è scritta da Marco Gallini, nipote di Franco e Carmen, fondatori dell’associazione.
Il libro carico di foto d’epoca è nato dalla sua tesi di laurea in Storia, ottenuta all’Università di Venezia. Racconta tutte le conquiste attraverso i ricordi e gli aneddoti dei nonni.
Accanto al CRO sono sorte le strutture della Via di Natale, oggi gestite da un’équipe di una trentina di professionisti della sanità e da tanti volontari. Qual è stato lo sviluppo? Il racconto è di Carmen Gallini: «Vidi una mamma che dormiva stesa in un sacco a pelo per assistere il figlio. Era arrivata da Mazara del Vallo. Quella scena mi sconvolse. Nacque così l’impegno dell’associazione per i familiari dei malati. Non ci siamo più fermati: Casa 1, Casa 2, spazi, attrezzature. Non tutti possono permettersi l’albergo».
Nel corso degli anni sono passati attraverso la Via di Natale migliaia di persone.
Un altro sogno realizzato: l’Hospice per malati terminali, accanto al CRO. «Abbiamo fatto capire – ricorda Carmen Gallini – l’importanza di dare dignità al fine vita. C’è anche l’ambulatorio della terapia del dolore, una delle prime esperienze in Italia».
Oggi Carmen è ancora in prima linea, come direttrice, per dare continuità al sogno realizzato con il marito Franco, deceduto nel 2002.
Giuseppe Ragogna