Le voci che restano: spazi narrativi e poetici

Due nuovi appuntamenti tra domani, giovedì 23 luglio e sabato 25 luglio, faranno proseguire “LE VOCI CHE RESTANO Azioni artistiche nei luoghi inattesi della memoria”, un progetto a cura dell’Associazione Le Muse Orfane con la direzione artistica, drammaturgia e regia di Silvia Lorusso Del Linz ed inserito nelle iniziative culturali finanziate dall’Amministrazione Comunale e che portano verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027

“Le Voci che Restano” è un percorso di performance che, tra giugno e novembre 2026, attraversa alcuni luoghi simbolici di Pordenone come le rive del Noncello, la stazione ferroviaria, il Parco San Valentino e la Biblioteca Civica, trasformandoli in spazi narrativi e poetici. Attraverso azioni artistiche, il pubblico è invitato a riscoprire ambienti quotidiani sotto una luce nuova, incontrando storie, presenze e memorie che continuano a vivere nel presente.

Domani, giovedì 23 luglio toccherà alla Stazione Ferroviaria di Pordenone che a partire dalle 19.00 ospiterà “Poesia e musica tra partenze, ritorni e attese”, con testi di Dickinson, Pessoa, Kavafis e Pavese.

Un’azione artistica dedicata al viaggio, all’attesa e all’incontro. Le voci di Emily Dickinson, Fernando Pessoa, Costantino Kavafis e Cesare Pavese, interpretate da Adriana Montanaro e Francesco Cevaro, si intrecciano alle musiche dal vivo di Jacopo Romano in una performance che accoglie simbolicamente viaggiatori e cittadini, trasformando la stazione in un luogo di ascolto, condivisione e benvenuto alla città nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Sabato 25 alle ore 9.00 sarà la volta del Parco di San Valentino che sarà lo spazio teatrale perfetto per “Le statue che parlano” , un percorso tra natura e immaginazione ispirato a Il Paradiso Perduto di John Milton.

Una performance site-specific ispirata a Il Paradiso Perduto di John Milton. Caterina Comingio e Francesco Cevaro animano il paesaggio attraverso parole, immagini poetiche e azioni performative, accompagnati dalle musiche dal vivo di Jacopo Romano. Le statue prendono voce e invitano il pubblico a osservare il parco attraverso il linguaggio della poesia, del mito e dell’immaginazione.