I Subsonica per i 30 anni di “Terre Rare” al Blues Festival

Per celebrare trent’anni di carriera, i Subsonica arrivano sul palco del Pordenone Blues & Co. con il tour “TERRE RARE 96-26”. Una storia unica, iniziata nel 1996 e capace di rivoluzionare i canoni del rock elettronico in Italia, che oggi trova una nuova e vibrante linfa nell’undicesimo album in studio della band, “Terre Rare”, uscito il 20 marzo per Epic Records/Sony Music Italy.

Ad aprire il concerto ci saranno gli El Partydo, un nuovo progetto nato dai componenti de Lo Stato Sociale che ha già riempito i club di Milano, Torino, Roma, Bologna e a Pordenone verranno a presentarci il loro nuovo omonimo EP appena uscito.

Lo spettacolo dei Subsonica è un’esplorazione profonda tra geografie reali e immaginarie, dove i grandi classici che hanno segnato il percorso del gruppo dialogano con le sonorità inedite dell’ultimo disco. Le “Terre Rare” evocate dai Subsonica si traducono in un live dal suono più organico e ricercato, arricchito da strumenti raccolti durante i loro viaggi sull’altra sponda del Mediterraneo. È un racconto in musica che abita il tempo presente, attraversandone le ferite e i sogni, per far emergere quegli spiragli di umanità che da sempre definiscono la poetica di Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio.

La tournée fa seguito alle celebrazioni del trentennale di carriera della band con “CIELI SU TORINO 96-26” con quattro date live sold out alle OGR Torino e accompagnate dall’uscita di “Terre Rare” – il nuovo album – e dal singolo radiofonico estratto “Grida”. “Terre Rare” è l’album del viaggio, dell’apertura sonora verso nuove geografie reali e immaginarie. È anche un viaggio nel tempo ma soprattutto nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi sogni, tra le sue ombre più profonde e i suoi spiragli di umanità. Le Terre Rare esplorate dai Subsonica sono piene di suoni nuovi, più organici rispetto al passato e di strumenti raccolti durante un viaggio, compiuto dalla band, sull’altra sponda del Mediterraneo. Con uno show pensato come il coronamento di un anno ricco di successi e festeggiamenti, i Subsonica accompagneranno il pubblico attraverso trent’anni di carriera, tra brani iconici e momenti che hanno segnato il loro percorso artistico.

Il concerto a Pordenone si preannuncia come un’esperienza travolgente, capace di fondere tre decenni di innovazione sonora in un unico flusso di energia. Dai primi passi mossi nei club torinesi nel 1996 fino alle sperimentazioni del 2026, i Subsonica portano in scena l’abbraccio di una band che non ha mai smesso di guardare avanti con curiosità, trasformando il festival in uno spazio di condivisione collettiva e scoperta continua.

I CONCERTI DELL’11 E DEL 14 LUGLIO

Nemmeno la pioggia ferma il Pordenone Blues & Co. Festival: nei giorni scorsi le migliaia di spettatori accorsi dall’Italia e dall’estero per seguire i concerti in programma hanno vissuto esperienze da ricordare. Dopo le esibizioni di Roy Paci & Aretuska e di Goran Bregović, che nella serata di sabato 11 luglio hanno dato luogo non solo a un concerto ma a una grande festa condivisa, scendendo tra il pubblico e animando una serata memorabile, a dispetto del meteo, martedì 14 luglio la notte del Festival ha regalato altre grandi emozioni.
Ad aprire le tre performances in programma è stato il ventunenne chitarrista e polistrumentista Frano Livingston (nome d’arte di Frano Zivkovic), un vero prodigio del mondo della musica, che a soli 3 anni aveva già imparato a suonare il violino, il pianoforte e la chitarra. Frano ha conquistato immediatamente l’attenzione del pubblico con i suoi virtuosismi, per poi lasciare il posto a The Damn Truth, che tornano a calcare il palco del festival dopo 3 anni. La rock band canadese ha scatenato la platea con brani carichi di energia, esaltati dalla potente voce di Lee-La Baum. Il feeling tra la band e il pubblico è stato immediato e intenso; anche chi non li conosceva a livello musicale è rimasto piacevolmente sorpreso dalla qualità del loro rock e dall’improvvisata del chitarrista Tom Shemer, che è sceso dal palco per farsi un “bagno di folla”.
Il clou della serata è stato naturalmente il concerto dei Dogstar, capitanati da Bret Domrose (voce e chitarra), con Rob Mailhouse alla batteria e Keanu Reeves, la leggenda del cinema, al basso. Un’ovazione ha accompagnato il loro ingresso sul palco, quasi squarciando le nubi che si erano addensate nel cielo di Pordenone. La pioggia ha bagnato questo momento indimenticabile ma nessuno del pubblico, in gran parte femminile, ha lasciato il suo posto. Ombrelli, mantelline, impermeabili o semplici sacchetti di plastica sulla testa, ognuno si è attrezzato a modo suo per non perdersi questo concerto esplosivo. A ogni brano una selva di smartphone si levava in alto a immortalare, con foto e video, la band californiana, che ha espresso un alternative rock graffiante, intenso.
Nel pubblico tanti stranieri e persone di ogni età, dai bambini ai…diversamente giovani, molti dei quali in coda fuori dai cancelli già diverse ore prima dell’apertura, per guadagnarsi la prima fila. È il caso, ad esempio, di un gruppetto di giovani donne tra cui due canadesi, giunte apposta a Pordenone per il concerto; per prepararsi al meglio hanno imparato un po’ di italiano e hanno approfittato dell’occasione per ritagliarsi una vacanza di più giorni. Un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il Pordenone Blues & Co. Festival rappresenta un’importante risorsa per tutto il territorio, capace di aprire il sipario di quel palco d’incredibile bellezza che è il comprensorio pordenonese e l’intero Friuli Venezia Giulia.