Electrolux: il 20 maggio manifestazione con le istituzioni

“Grazie alla politica e al territorio che ci sostiene e ci starà vicino. Vogliamo che i rappresentanti delle istituzioni vengano qui con noi perché la situazione è grave. L’Italia e il nostro territorio non può vivere solo di turismo, di gondole e pizzerie, bisogna mantenere la manifattura e l’industria” così si è espresso Pietro Mancino, Rsu della Fiom Cgil, che accanto alle Rsu e ai segretari dei sindacati (Fim Cisl, Uilm, Fiom Cgil, presente anche la Usb) giovedì mattina 14 maggio ha parlato ai lavoratori durante lo sciopero di qualche ora al di fuori del cancello Nord dello stabilimento Electrolux di Porcia. Al presidio ha partecipato stamane anche Francesco Ribetti, presidente del consiglio comunale, in rappresentanza dell’intera Amministrazione comunale e della comunità pordenonese, per esprimere vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie in un momento di forte preoccupazione per il futuro del sito produttivo. Nei giorni scorsi anche i vescovi delle diocesi di Concordia-Pordenone e di Vittorio Veneto, mons. Giuseppe Pellegrini e mons. Riccardo Battocchio, unitamente ai delegati diocesani per la Pastorale sociale e il Lavoro don Davide Corba (Concordia-Pordenone) e don Don Andrea Forest (Vittorio Veneto) hanno espresso solidarietà ai lavoratori e alle famiglie.

Il taglio annunciato dalla multinazionale di 1700 dipendenti in Italia sta facendo tremare dalla preoccupazione: a Porcia ci sono circa 1450 addetti, di cui circa 700 impiegati e addetti alla Ricerca&Sviluppo (compresa la settantina di informatici addetti nel Data Center), e circa altrettanti operai. Il timore è che la scure degli esuberi possa colpire in maniera particolarmente netta proprio lo stabilimento di Porcia, dove secondo il piano verrebbe dismessa sia la produzione di lavasciuga (il prodotto di alta gamma) sia una parte delle lavatrici di bassa gamma. Ma è tutto l’indotto che trema, se si pensa che il rapporto tra addetti della filiera e dipendenti dello stabilimento è di 2 a 1.

Da ciò lo stato di agitazione annunciata dai lavoratori e la serie di scioperi che verranno messi in atto ma in maniera diversa rispetto a quanto accadde 10 anni fa (proprio il 14 maggio del 2014 veniva firmato a Roma l’accordo che scongiurò la chiusura dello stabilimento di Porcia): “Dobbiamo resistere a lungo e mantenere lo stipendio – ha annunciato la Rsu – sarà lunga perciò preferiamo la strategia degli scioperi a sorpresa. Perciò stiamo evitando le giornate intere di sciopero, bisogna dosare le forze”. Intanto l’azienda ha convocato mercoledì 14 maggio le rappresentanze sindacali per annunciare le due giornate di fermo della produzione, in programma lunedì 18 e lunedì 25 maggio.

La solidarietà del territorio sarà espressa molto probabilmente nella giornata di mercoledì 20 maggio, quando allo sciopero al di fuori del gate nord parteciperanno anche diversi sindaci del territorio (Pordenone e Porcia in primis, ma anche dei comuni contermini).

Il 18 maggio intanto la Regione Fvg con gli assessori Bini e Rosolen assieme all’omologo del Veneto Bitonci parteciperanno al tavolo (in via telematica) convocato da quest’ultimo con le sigle sindacali e propedeutico all’incontro fissato a Roma per il 25 maggio dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’azienda.

Oltre al 20 maggio dunque si guarda anche al 26 maggio come possibile giornata di sciopero.

Lo sciopero “improvviso” di stamane ha raccolto molti lavoratori, sia operai sia impiegati. Erano presenti le Rsu, i lavoratori, i segretari di Fim Gianni Piccinin, Cgil Maurizio Marcon (in rappresentanza della segretaria Fiom Simonetta Chiarot), di Uilm Roberto Zaami. Tra i lavoratori anche il segretario provinciale Cisl Denis Dalla Libera.

Nei giorni scorsi si sono espressi sulla vertenza anche i sindaci.

ALESSANDRO BASSO / Comune di Pordenone

Anche nella giornata di mercoledì il sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha mantenuto il confronto con i livelli istituzionali coinvolti – dalla Regione al Governo nazionale – e con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di costruire una risposta coordinata e strutturata.

La nostra attenzione sulla crisi Electrolux rimane altissima – dichiara il sindaco Bassonon si tratta solo di una vertenza industriale: è una questione che tocca l’identità del nostro territorio, la sua storia e il futuro di centinaia di famiglie”.

Il sindaco ha confermato la propria partecipazione alla manifestazione promossa dal sindaco di Porcia Marco Sartini. “Saremo presenti. Le istituzioni devono stare vicino ai lavoratori non solo nelle dichiarazioni, ma anche concretamente, nelle piazze e nei luoghi dove la compattezza del sistema economico e sociale può manifestarsi in modo immediato”.

Sul piano dell’analisi, il sindaco condivide quanto evidenziato dall’eurodeputato Alessandro Ciriani: la crisi del settore degli elettrodomestici ha radici europee, non locali. La pressione competitiva dei produttori asiatici, il costo dell’energia e il peso del quadro regolatorio europeo stanno mettendo sotto pressione l’intera industria del settore a livello continentale. È in questa cornice che va letta anche la situazione di Electrolux, e in questa cornice vanno cercate le soluzioni, con serietà, senza semplificazioni, perché non basta urlare contro “l’industria cattiva”, bisogna agire ai livelli opportuni per vincere la sfida di una concorrenza globale e mantenere la fibra del tessuto produttivo manifatturiero europeo”.

MARCO SARTINI / Comune di Porcia

“Massima attenzione sul futuro dello stabilimento Electrolux di Porcia Le notizie sul futuro di Electrolux sono estremamente preoccupanti. Porcia è la sede di uno stabilimento industriale che produce lavatrici sin dal 1953, simbolo dell’industria italiana dell’elettrodomestico. Qui non parliamo solo di linee produttive: parliamo di lavoratori, famiglie, competenze, storia industriale e tenuta sociale di un intero territorio. Al momento non risulta ancora un numero ufficiale di esuberi riferito solo a Porcia, ma la prospettata cessazione della produzione delle lavasciuga impone la massima attenzione.
Auspico che si possa arrivare rapidamente a un confronto nazionale al MIMIT, con il coinvolgimento del Governo, della Regione, dell’Azienda, delle organizzazioni sindacali e dell’Amministrazione Comunale, affinché ogni scelta venga affrontata con chiarezza, responsabilità e piena consapevolezza dell’impatto sul territorio. Porcia non è una semplice voce dentro un piano industriale.
Porcia è una comunità produttiva, un presidio strategico del Friuli Venezia Giulia e una parte importante della storia del lavoro italiano. Come Sindaco farò tutto ciò che compete al Comune, con equilibrio istituzionale ma con assoluta determinazione, per difendere il lavoro, le famiglie e il futuro industriale del nostro territorio.”

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PORDENONE / FRANCESCO RIBETTI

«Mi sembrava doveroso essere qui oggi, davanti allo stabilimento Electrolux-Zanussi di Porcia, per portare la solidarietà dell’intero Consiglio comunale ai lavoratori e alle loro famiglie – ha dichiarato Ribetti –. È un momento delicato che deve vedere unite tutte le istituzioni e tutte le forze che rappresentano il territorio, nella consapevolezza che sia necessario fare tutto il possibile per cercare una soluzione. Sappiamo che si tratta di una vicenda complessa e che molte decisioni vengono assunte altrove, ma proprio per questo è fondamentale dimostrare la compattezza del territorio. Non è possibile immaginare Pordenone e il Pordenonese senza una realtà come Zanussi-Electrolux, che rappresenta una parte fondamentale della storia produttiva, economica e sociale della nostra comunità. Questo deve essere il principio che guida l’azione delle amministrazioni e dei livelli istituzionali più alti, nel tentativo di dare una risposta concreta ai lavoratori e alle loro famiglie, a cui rinnovo la mia vicinanza personale e quella di tutto il Consiglio comunale».

SOLIDARIETA’ DELLE DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE E DI VITTORIO VENETO

Le Diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto, attraverso i rispettivi Uffici per la Pastorale Sociale e del Lavoro e a nome dei Vescovi mons. Giuseppe Pellegrini e mons. Riccardo Battocchio, esprimono profonda preoccupazione per la situazione degli stabilimenti Electrolux di Porcia (PN) e Susegana (TV).

Di fronte all’annuncio aziendale di un drastico ridimensionamento produttivo e di numerosi esuberi a livello nazionale, le Chiese diocesane si stringono attorno ai lavoratori e alle loro famiglie in questo momento di grave incertezza per il futuro. Come sottolineato nel comunicato congiunto, le Diocesi ricordano con forza che “il lavoro è il fondamento della dignità umana e non può essere ridotto a una mera variante di bilancio”.

Apprezzando l’interessamento delle Istituzioni governative, gli Uffici di Pastorale Sociale auspicano l’avvio tempestivo di un confronto costruttivo. L’obiettivo comune deve essere la tutela dell’occupazione e il riconoscimento della dignità della persona, affiancando l’impegno già espresso dalle Istituzioni locali e dalle Organizzazioni sindacali.

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Comunicato congiunto degli Uffici per la Pastorale Sociale e del Lavoro

delle Diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto
in merito alla situazione di crisi della Electrolux di Porcia

Le Diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto, tramite i rispettivi Uffici per la Pastorale sociale e del Lavoro, guardano con preoccupazione l’evolversi della situazione degli stabilimenti di Electrolux spa di Porcia (PN) e di Susegana (TV), dopo l’annuncio dell’azienda che ha comunicato il programma di un drastico ridimensionamento produttivo, con la previsione di circa 1.700 esuberi di personale in Italia e la chiusura completa dello stabilimento di Cerreto d’Esi (AN).

Le due Diocesi – e con i esse i rispettivi vescovi, mons. Giuseppe Pellegrini e mons. Riccardo Battocchio – esprimono solidarietà e vicinanza ai dipendenti dell’azienda, in un momento così grave in cui percepiscono incertezza per la propria stabilità lavorativa e per il futuro delle proprie famiglie. Allo stesso tempo, assicurano che le Chiese diocesane, tramite gli organismi e le persone che le rappresentano, sono al loro fianco, ricordando che il lavoro è il fondamento della dignità umana e non può essere ridotto a una mera variante di bilancio.

Conforta, allo stesso tempo, l’interessamento del Governo, sia tramite il ministro Ciriani che ha espresso la sua solidarietà, sia tramite il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che – come si apprende dalla stampa – si è impegnato a «mantenere un confronto costante e strutturato con l’azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di gestire la situazione nel modo più efficace possibile».

Anche i responsabili dei due Uffici di pastorale sociale esprimono la propria preoccupazione: «Mentre abbiamo da poco celebrato la festa dei lavoratori del 1° maggio, in cui anche i vescovi italiani con un loro Messaggio hanno ricordato che “l’essenza del lavoro umano è quella di un’azione collettiva generativa”, non possiamo arrenderci al fatto che le decisioni di pochi possano continuare a creare ansia e precarietà per molti. Costruire la società civile e il bene comune, anche e soprattutto attraverso il lavoro, è un dovere per tutti: ma ciò deve essere garantito dalla tutela dei diritti fondamentali e, in primo luogo, dal riconoscimento della dignità della persona che lavora, che è ben più di un semplice numero».

L’auspicio formulato dalle Diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto è dunque quello che si arrivi al più presto a un confronto costruttivo per fare chiarezza sul futuro delle realtà produttive di Porcia e di Susegana, nell’ottica della tutela dei posti di lavoro, in sintonia con le priorità già espresse delle Istituzioni e delle Organizzazioni sindacali.

Don Davide Corba, Pastorale Sociale e del Lavoro, Giustizia e Pace, Custodia del Creato – Diocesi di Concordia-Pordenone

Don Andrea Forest, Delegato vescovile per la pastorale sociale e del lavoro – Diocesi di Vittorio Veneto