Electrolux: il 20 maggio manifestazione con le istituzioni

“Grazie alla politica e al territorio che ci sostiene e ci starà vicino. Vogliamo che i rappresentanti delle istituzioni vengano qui con noi perché la situazione è grave. L’Italia e il nostro territorio non può vivere solo di turismo, di gondole e pizzerie, bisogna mantenere la manifattura e l’industria” così si è espresso Pietro Mancino, Rsu della Fiom Cgil, che accanto alle Rsu e ai segretari dei tre sindacati (Fim Cisl, Uilm, Fiom Cgil) questa mattina ha parlato ai lavoratori durante lo sciopero di qualche ora al di fuori del cancello Nord dello stabilimento Electrolux di Porcia. Al presidio ha partecipato stamane anche Francesco Ribetti, presidente del consiglio comunale.

Il taglio annunciato dalla multinazionale di 1700 dipendenti in Italia sta facendo tremare dalla preoccupazione: a Porcia ci sono circa 1450 addetti, di cui circa 700 impiegati e addetti alla Ricerca&Sviluppo, e circa altrettanti operai. Il timore è che la scure degli esuberi possa colpire in maniera particolarmente netta proprio lo stabilimento di Porcia, dove secondo il piano verrebbe dismessa sia la produzione di lavasciuga (il prodotto di alta gamma) sia una parte delle lavatrici di bassa gamma. Ma è tutto l’indotto che trema, se si pensa che il rapporto tra addetti della filiera e dipendenti dello stabilimento è di 2 a 1.

Da ciò lo stato di agitazione annunciata dai lavoratori e la serie di scioperi che verranno messi in atto ma in maniera diversa rispetto a quanto accadde 10 anni fa (proprio il 14 maggio del 2014 veniva firmato a Roma l’accordo che scongiurò la chiusura dello stabilimento di Porcia): “Dobbiamo resistere a lungo e mantenere lo stipendio – ha annunciato la Rsu – sarà lunga perciò preferiamo la strategia degli scioperi a sorpresa. Perciò stiamo evitando le giornate intere di sciopero, bisogna dosare le forze”. Intanto l’azienda ha convocato mercoledì 14 maggio le rappresentanze sindacali per annunciare le due giornate di fermo della produzione, in programma lunedì 18 e lunedì 25 maggio.

La solidarietà del territorio sarà espressa molto probabilmente nella giornata di mercoledì 20 maggio, quando allo sciopero al di fuori del gate nord parteciperanno anche diversi sindaci del territorio (Pordenone e Porcia in primis, ma anche dei comuni contermini).

Il 18 maggio intanto la Regione Fvg con gli assessori Bini e Rosolen assieme all’omologo del Veneto Bitonci parteciperanno al tavolo (in via telematica) convocato da quest’ultimo con le sigle sindacali e propedeutico all’incontro fissato a Roma per il 25 maggio dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’azienda.

Oltre al 20 maggio dunque si guarda anche al 26 maggio come possibile giornata di sciopero.

Lo sciopero “improvviso” di stamane ha raccolto molti lavoratori, sia operai sia impiegati. Erano presenti le Rsu, i lavoratori, i segretari di Fim Gianni Piccinin, Cgil Maurizio Marcon (in rappresentanza della segretaria Fiom Simonetta Chiarot), di Uilm Roberto Zaami. Tra i lavoratori anche il segretario provinciale Cisl Denis Dalla Libera.

Nei giorni scorsi si sono espressi sulla vertenza anche i sindaci.

ALESSANDRO BASSO / Comune di Pordenone

Anche nella giornata di mercoledì il sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha mantenuto il confronto con i livelli istituzionali coinvolti – dalla Regione al Governo nazionale – e con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di costruire una risposta coordinata e strutturata.

La nostra attenzione sulla crisi Electrolux rimane altissima – dichiara il sindaco Bassonon si tratta solo di una vertenza industriale: è una questione che tocca l’identità del nostro territorio, la sua storia e il futuro di centinaia di famiglie”.

Il sindaco ha confermato la propria partecipazione alla manifestazione promossa dal sindaco di Porcia Marco Sartini. “Saremo presenti. Le istituzioni devono stare vicino ai lavoratori non solo nelle dichiarazioni, ma anche concretamente, nelle piazze e nei luoghi dove la compattezza del sistema economico e sociale può manifestarsi in modo immediato”.

Sul piano dell’analisi, il sindaco condivide quanto evidenziato dall’eurodeputato Alessandro Ciriani: la crisi del settore degli elettrodomestici ha radici europee, non locali. La pressione competitiva dei produttori asiatici, il costo dell’energia e il peso del quadro regolatorio europeo stanno mettendo sotto pressione l’intera industria del settore a livello continentale. È in questa cornice che va letta anche la situazione di Electrolux, e in questa cornice vanno cercate le soluzioni, con serietà, senza semplificazioni, perché non basta urlare contro “l’industria cattiva”, bisogna agire ai livelli opportuni per vincere la sfida di una concorrenza globale e mantenere la fibra del tessuto produttivo manifatturiero europeo”.

MARCO SARTINI / Comune di Porcia

“Massima attenzione sul futuro dello stabilimento Electrolux di Porcia Le notizie sul futuro di Electrolux sono estremamente preoccupanti. Porcia è la sede di uno stabilimento industriale che produce lavatrici sin dal 1953, simbolo dell’industria italiana dell’elettrodomestico. Qui non parliamo solo di linee produttive: parliamo di lavoratori, famiglie, competenze, storia industriale e tenuta sociale di un intero territorio. Al momento non risulta ancora un numero ufficiale di esuberi riferito solo a Porcia, ma la prospettata cessazione della produzione delle lavasciuga impone la massima attenzione.
Auspico che si possa arrivare rapidamente a un confronto nazionale al MIMIT, con il coinvolgimento del Governo, della Regione, dell’Azienda, delle organizzazioni sindacali e dell’Amministrazione Comunale, affinché ogni scelta venga affrontata con chiarezza, responsabilità e piena consapevolezza dell’impatto sul territorio. Porcia non è una semplice voce dentro un piano industriale.
Porcia è una comunità produttiva, un presidio strategico del Friuli Venezia Giulia e una parte importante della storia del lavoro italiano. Come Sindaco farò tutto ciò che compete al Comune, con equilibrio istituzionale ma con assoluta determinazione, per difendere il lavoro, le famiglie e il futuro industriale del nostro territorio.”