Diocesi
Area Prossimità: Là dove sta il vissuto concreto delle persone

Quando nella primavera del 2022 il Vescovo Giuseppe mi ha comunicato che voleva affidarmi la responsabilità dell’Area Prossimità, avevo solo parzialmente l’idea di che cosa significasse. A distanza di oltre tre anni dalla nomina, posso dire che diventa ancora difficili delineare tutti i settori che la compongono, ma questo è anche ovvio, perche quest’area rappresenta quella che Papa Francesco ha chiamato la Chiesa in uscita.
Spesso la Comunità Cristiana viene considerata autoreferenziale, ma in realtà il suo impegno pastorale si svolge in modo significativo, anche fuori dalle chiese e delle parrocchie, interfacciandosi costantemente con la socità di cui fa a pieno titolo parte.
Certamente l’Eucaristia è la fonte, è il culmine della vita della Chiesa, ma è anche vero che il comandamento di Gesù è quello di portare l’annuncio al mondo e soprattutto a quella parte di umanità che più si identifica con Gesù che sono i poveri, o meglio “gli ultimi”.
Come indicato nel decreto di nomina vescovile del delegato per la prossimità, “ il suo compito principale è promuovere e accompagnare lo sviluppo della missione cristiana con particolare attenzione al vissuto concreto delle persone e della comunità umana concretizzando l’impegno della Chiesa diocesana.”
Questo impegnativo sforzo nella pastorale ad extra, spesso risulta sconosciuto ai fedeli che vivono nelle nostre parrocchie, ed è per questo che attraverso questa edizione del settimanale diocesano, si è voluto dare uno sguardo d’insieme di quanto svolto nella Sezione Prossimità.
È stato chiesto ai responsabili dei vari uffici, centri, commissioni varie di descrivere in maniera sintetica l’attività di cui sono coordinatori, per poter vericare come attraverso l’impegno di sacerdoti, diaconi, religiosi,operatori e laici – sottolineo in modo particolare laici – sia possibile contribuire alla vita sociale del nostro territorio, apportando una significativa presenza.
Al centro dell’attenzione, come ci indica il vangelo, gli “ultimi” che sono i poveri ben rappresentati nelle sette opere di misericordia corporali.
Il servizio che svolge il delegato episcopale per la prossimità è quello di coordinare i lavori di quanti, volontari ed operatori sono impegnati in tale area, oltre alla presidenza della Fondazione Buon Samaritano, a cui è affidata la conduzione di Casa Madonna Pellegrina, all’interno della quale operano, o fanno capo, le diverse attività.
Cuore di questa casa è il Centro d’ascolto diocesano e gli uffici della Caritas diocesana con gli operatori impegnati nelle numerose “opere segno” e nell’accompagnamento ed il sostegno delle Caritas Parrocchiali presenti nel territorio.
Significativo soffermarsi sul fatto che a quest’area, attraverso le sue articolazioni, è affidata anche la missione di fare fronte ai nuovi ed emergenziali bisogni presenti sempre più numerosi ed impegnativi, come l’aumento di persone senza dimora che necessitano di un riparo, soprattutto in inverno, o come quei detenuti che cercano una alternativa alle carceri sovraffollate.
Altra area che richiede un impegno notevole è quella che ha come fonte la dottrina sociale della Chiesa, che si occupa non solo del mondo del lavoro, nei suoi vari ed articolari aspetti, ma anche della promozione della Giustizia e della Pace, oltre alla custodia e conservazione del creato. Tutti temi di forte attualità, che per la strordinaria importanza richiedono un impegno forte da parte del mondo ecclesiale.
Necessariamente non ci si è potuti soffermare sui singoli servizi, e non si è potuto completare interamente la descrizione dell’ intera “Sezione Prossimità” così diffusa ed articolata nel territorio. Ci ripromettiamo di farlo nelle prossime edizioni, facendo particolare attenzione alle iniziative meno conosciute, ma non per questo meno importanti.
Diacono Paolo Zanet
Delegato episcopale
per la prossimità
