Pordenone: il catapano di San Marco il 14 marzo alle 16

Il Friuli vanta una copiosa produzione di obituari medievali, ovvero di registri, chiamati anche libri anniversariorum o catapan, in cui sono riportati i nomi delle persone che lasciavano beni a una chiesa o a una confraternita, affinché si provvedesse alla celebrazione di messe in memoria, talvolta accompagnate dalla distribuzione di elemosine.

Uno dei più importanti tra questi testi, denominato Liber memorialis ecclesie Sancti Marci, riguardante il duomo cittadino e redatto in buona parte dal sacerdote umanista Pietro Edo nel 1474, è stata trascritto pazientemente e con grande competenza dalla studiosa Daniela Maschio, che lo presenterà sabato 14 marzo 2026, alle ore 16.00, nella chiesa della Santissima Trinità a Pordenone, assieme ad Attilio Bartoli Langeli, già docente di Paleografia e Diplomatica all’Università di Padova, e al medievista Giordano Brunettin.

Si tratta di un testo importante sia per la ricostruzione della storia religiosa della città di Pordenone, sia per le vicende economiche e sociali della stessa, dal momento che contiene annotazioni di lasciti che vanno dal XV al XVII secolo. Il libro era uno strumento liturgico e amministrativo della Congregazione dei sacerdoti di San Marco, un istituto che risale al secolo XIV, che nel 1492 aveva otto membri, diventati tredici nel 1511 e una ventina nel secolo successivo. Si trattava dei sacerdoti che officiavano nei vari altari del duomo e nelle chiese ad esso soggette in ambito urbano ed extraurbano, i quali avevano come obbligo la salmodia e il canto in comune, nonché la cura delle anime, demandata a due vicari curati, nominati dal Podestà e dal Consiglio cittadino per giuspatronato.

La pubblicazione, sostenuta dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e inserita nelle iniziative del Comune verso Capitale della cultura 2027, è promossa dal Centro culturale Augusto Del Noce, in collaborazione con il Centro Studi Odoriciani, la Diocesi di Concordia-Pordenone e il Duomo di San Marco.

RC