Attualità
Egidio Ivetic: leggere la storia per comprendere l’oggi
La rassegna “Tempo” di Aladura prosegue con lo storico Egidio Ivetic nell’incontro dal titolo Mondi vicini che si allontanano, mercoledì 21 gennaio alle 20.30 nell’Auditorium Vendramini (appuntamento aperto al pubblico) e il mattino successivo nell’incontro delle 9 dedicato alle sole scuole, con 150 studenti.
Nel 213 a.C. durante la dinastia Qin, sotto il regno dell’imperatore Shi Huang Di, il cancelliere Li Si propose che tutti i libri scritti prima del suo insediamento fossero gettati nel fuoco: “chiunque usi la storia per criticare il presente sarà giustiziato con la sua famiglia”. Anche chi non avesse denunciato queste violazioni sarebbe stato considerato colpevole e se a qualcuno fosse stata risparmiata la vita, lo si sarebbe comunque considerato schiavo e spedito a costruire la Grande Muraglia per finire seppellito sotto le sue pietre. L’attacco era diretto in particolare alle opere di storia e di filosofia: si voleva interrompere la trasmissione di esperienze e di ricordi, profanare ogni traccia del passato e azzerare tutta la memoria precedente.
Questa sentenza si ripeterà innumerevoli volte e in una infinità di varianti, in ogni epoca e ad ogni latitudine.
Da questo fatto cruciale, ben espresso nell’ultimo incontro con lo scrittore Fabio Stassi, nascono alcuni interrogativi che sono alla base del prossimo appuntamento di Aladura: quale importanza riveste per noi oggi la storia?
Se considerata “pericolosa” dal potere di ogni epoca, le riconosciamo ancora la forza di essere testimone dei tempi, messaggera del passato e maestra di vita per il presente? Siamo convinti che la conoscenza del passato possa ancora cambiare le coscienze e il nostro sguardo sulla realtà in cui viviamo?
Lo storico Egidio Ivetic ci aiuterà a individuare alcune delle cause di questa intricata trama di “mondi vicini che si allontanano”: ancora un decennio fa nessuno avrebbe immaginato che la polarizzazione tra la Russia, più in generale l’Asia, l’Unione europea e gli Stati Uniti si sarebbe concretizzata lungo l’antica faglia che delimitava le due tradizioni europee: quella latina occidentale e quella post-bizantina. Invece oggi, ancora una volta, la storia è richiamata e usata a fini geopolitici.
Ma come si giunge ai confini tra Est e Ovest e quanto continuano a ridefinirsi e a riposizionarsi?
E per quanto riguarda il Sud e il Nord del mondo, che cosa sta accadendo lungo la frontiera che separa il Messico dagli Stati Uniti e lo spazio del Mediterraneo?
Il mare, che per secoli è stato un’area d’incontro e confronto, oggi vede fronteggiarsi un’Europa sempre chiusa in se stessa e con una faglia interna che attraversa e condiziona la nostra storia, in una continua ridefinizione della quale ci accorgiamo solo nei momenti di profonda crisi come quella che il mondo sta vivendo.
Lo storico Egidio Ivetic ci proporrà riflessioni e stimoli grazie ai quali comprenderemo che vale ancora la pena considerare e studiare la storia per orientarci nella complessità del presente cercando almeno di evitare gli stessi errori, a volte tragici, compiuti nel passato.
Egidio Ivetic insegna Storia moderna, Storia dell’Europa orientale e Storia del Mediterraneo all’Università di Padova. Con Rubbettino nel 2022 ha pubblicato “Il Mediterraneo e l’Italia. Dal mare nostrum alla centralità comprimaria”; con il Mulino “I Balcani. Civiltà, confini, popoli, 1453- 1912” (2020), “Est/Ovest. Il confine dentro l’Europa” (2022), “Il grande racconto del Mediterraneo” (2022) e “Sud/Nord. La frontiera globale nel Mediterraneo” (2024).