Serata dedicata a Peter Gabriel con la band friulana Up!

C’è un filo che lega i grandi studi internazionali a un ex garage alle porte di Udine, e passa per la musica di Peter Gabriel. Venerdì 6 novembre, alle 20, il Capitol di Pordenone lo racconta con Stories and Sound, una serata che unisce il concerto della band friulana Up! a un incontro con Stefano Amerio, fondatore degli studi Artesuono di Cavalicco, dove è stata registrata una parte della discografia recente del musicista inglese. A condurre il dialogo sarà il giornalista e critico musicale Andrea Ioime.

Per Up! – Flavio Braut alla voce e alle tastiere, Alex Michelin al basso, Marco Michelin alle chitarre, entrambi anche ai cori, e Roberto Berti alla batteria e alle percussioni – Pordenone è la seconda tappa del Nordest Tour 2026-2027, partito il 24 ottobre dal Teatro Sant’Anna di Treviso e sostenuto da SimulArte. Una tournée dal calendario simbolico: cade nei quarant’anni di So e si chiuderà a febbraio 2027, quando si celebrerà il mezzo secolo dal debutto solista di Gabriel.

Il quartetto ripercorre quella carriera senza limitarsi a rifare le canzoni: partendo dal confronto tra le versioni in studio e quelle dal vivo, ne ricostruisce le sonorità con strumentazione contemporanea. I brani scorrono accompagnati da immagini create appositamente e proiettate su schermo.

Grilli, coyote e gated reverb

A fare da ponte tra un pezzo e l’altro è la voce fuori campo di Ioime, che svela come Gabriel abbia ridisegnato il suono del pop e del rock sperimentando strumenti e tecniche nuove. Si parla del Fairlight CMI, il campionatore che permetteva di trasformare in musica perfino il frinire dei grilli, e della batteria di Intruder: nel 1980 Phil Collins la suonò rinunciando ai piatti e il tecnico Hugh Padgham la trattò con il gated reverb, l’effetto destinato a diventare la firma sonora del decennio. E ancora la chitarra di San Jacinto, che sembra imitare il richiamo dei coyote, e il basso di Tony Levin, con il Chapman Stick e le Funk Fingers.

Dal palco allo studio

Con Amerio la prospettiva cambia e si entra in sala di registrazione. Il suo percorso comincia nel 1990, in un garage riconvertito in studio; da oltre vent’anni lavora con la ECM di Manfred Eicher ed è oggi un nome di riferimento per la ripresa del suono acustico, in particolare nel jazz.

L’incontro con il mondo di Gabriel è avvenuto grazie a Paolo Fresu, di casa ad Artesuono. Il legame tra il cantante e il trombettista sardo nasce qualche anno fa: nel 2020 Gabriel aveva lodato in pubblico la versione jazz di What Lies Ahead firmata da Fresu. Proprio a Cavalicco Amerio ha poi registrato la tromba di Fresu per Live and Let Live, il pezzo che chiude i/o, l’album del 2023 vincitore di due Grammy, e anche per la nuova What Lies Ahead, uscita a marzo 2026 e inclusa in o\i, il disco atteso il 27 novembre.

Nella conversazione con Ioime, il tecnico friulano aprirà le porte del suo studio, tra il lavoro di ogni giorno e gli artisti che negli anni ne hanno frequentato le sale. Una storia di musica internazionale che, una volta tanto, passa dal Friuli.