Cultura
Casarsa dal 4 al 7 novembre: Academiuta Pasolini
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Pasolini, il giornalismo, gli amici e i rivali. Quattro giorni per rileggere il Novecento. Dal 4 al 7 novembre la scuola di alta formazione «Academiuta Pasolini» e il convegno «Pasolini e il Novecento» Che cosa resta oggi della voce polemica di Pasolini? E quanto del suo modo di interrogare la società, la cultura e il potere continua a parlarci? Due iniziative del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, in programma dal 4 al 7 novembre 2026 tra Casarsa e Udine, affrontano queste domande da prospettive complementari: l’attività giornalistica dello scrittore e la fitta rete di incontri, sodalizi e divergenze che lo legò ai protagonisti del Novecento. Quattro giornate per sottrarre Pasolini alla dimensione del monumento e restituirlo al confronto vivo con il suo tempo e con il nostro. Si comincia il 4 e 5 novembre a Casarsa, a Palazzo Burovich de Zmaievich, con «Pasolini giornalista polemista», tema della scuola di alta formazione che da quest’anno prende il nome di «Academiuta Pasolini», in omaggio alla piccola accademia fondata dal giovane poeta nella terra materna. Curata scientificamente da Roberto Carnero (Università di Bologna), l’iniziativa ripercorre la sua produzione pubblicistica, dalle collaborazioni giovanili ai «Dialoghi con Pasolini» su «Vie Nuove», dagli interventi per il «Corriere della Sera» agli «Scritti corsari» e alle «Lettere luterane». A rappresentare la nuova Academiuta sarà un disegno originale donato da Davide Toffolo, fumettista e frontman dei Tre allegri ragazzi morti: tre corvi e una battuta provocatoria, «I maestri sono fatti per essere mangiati». Il 6 novembre, nella Sala Pasolini di Palazzo di Toppo Wassermann dell’Università di Udine (dalle 9.30), e il 7 novembre a Palazzo Burovich de Zmaievich a Casarsa (dalle 9.30), sarà la volta del convegno internazionale di studi «Pasolini e il Novecento. Atlante delle scritture e delle arti a fine secolo», curato dal critico letterario e saggista Massimo Raffaeli. Due giornate per sondare i rapporti di Pasolini con scrittori, poeti, registi e interlocutori del Novecento italiano. Non un repertorio di nomi illustri, ma una mappa delle relazioni attraverso le quali si è costruita una stagione decisiva della cultura italiana: amicizie, confronti, influenze reciproche e distanze, dalla letteratura al cinema. Le due iniziative si inseriscono nel rafforzamento della rete scientifica del Centro Studi, che negli ultimi mesi ha sottoscritto oltre venti convenzioni con università italiane e straniere. Da Casarsa, luogo fondamentale nella formazione del poeta, prende così forma un confronto internazionale che non chiede soltanto che cosa Pasolini abbia rappresentato nel Novecento, ma perché le sue domande continuino a interpellare il presente. – Foto: Pier Paolo Pasolini, Roma, 1963 – Foto di Gideon Bachmann © Archivio Cinemazero Images, Pordenone |