Regione Fvg: preallarme maltempo per 15 giorni, firmati due decreti

Le divise in dotazione alle squadre di volontari della Protezione civile del FriulI venezia Giulia

La Regione ha dichiarato lo stato di preallarme di protezione civile sull’intero territorio del Friuli Venezia Giulia per la durata di quindici giorni, con decorrenza da oggi, martedì 20 ottobre, disponendo un impegno di spesa immediato di 500mila euro. I due decreti, firmati oggi dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi d’intesa con il governatore Massimiliano Fedriga, forniscono risorse finanziarie e strumenti normativi straordinari per anticipare le conseguenze dell’ondata di maltempo in arrivo e predisporre gli interventi di salvaguardia della pubblica incolumità.

La decisione si fonda sull’allerta regionale legata all’avvicinamento di una depressione atlantica destinata a portare correnti sostenute da sud e venti di Scirocco al suolo.

Il quadro evidenzia criticità idrogeologiche e idrauliche diffuse, con precipitazioni temporalesche da intense a molto intense sulla fascia montana e in particolare sulle Prealpi Carniche, piogge abbondanti in pianura e rovesci sulla riviera adriatica. Sulla costa, nel tratto compreso tra Lignano e Grado, le forti raffiche di Scirocco prefigurano mareggiate e fenomeni di acqua alta, a cui si sommano i rischi di instabilità dei pendii, criticità nella rete di drenaggio urbano e possibili interruzioni della viabilità. Nella giornata di giovedì 22 ottobre sono previsti gli ultimi strascichi di pioggia a est, con la quota neve sopra i 1500 metri.

Per garantire l’immediata operatività sul campo, i tecnici regionali sono autorizzati a ricorrere a procedure di somma urgenza con affidamento diretto per l’appalto di lavori, forniture e servizi.

Sotto il profilo finanziario, la manovra attinge al Fondo regionale per la protezione civile mediante un contestuale storno di bilancio. La quota prevalente dello stanziamento, pari a 450mila euro, è vincolata all’esecuzione delle opere di sistemazione del suolo e ai primi interventi infrastrutturali di messa in sicurezza. I restanti 50mila euro coprono l’acquisto di beni di consumo, i servizi connessi all’emergenza, le prestazioni straordinarie del personale e i rimborsi destinati agli enti locali e alle organizzazioni private.