San Stino, al Pascutto il 9 ottobre “Il Conte Caramella” in scena dopo tre secoli

Il dramma giocoso del ’700 verrà rappresentato al Teatro Romano Pascutto di San Stino di Livenza venerdì 9 ottobre nell’ambito del progetto europeo BEroots promosso da VeGAL. L’opera fu portato sul palcoscenico l’ultima volta nel 1760 ad Amsterdam

Un’opera dimenticata che torna alla luce dopo quasi tre secoli. È “Il Conte Caramella”, dramma giocoso di Baldassarre Galuppi su libretto di Carlo Goldoni, che è stato recuperato e sarà portato nuovamente in scena a San Stino di Livenza grazie a un’iniziativa promossa da VeGAL nell’ambito di “BEroots – Tra fiumi e lagune: percorsi artistici”, progetto europeo del Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027. L’appuntamento, che gode anche del patrocinio del Comune di San Stino di Livenza, è per venerdì 9 ottobre alle 20.45 al Teatro Romano Pascutto e già da qualche giorno si registra il tutto esaurito.

Il recupero de “Il Conte Caramella” si inserisce nelle azioni di valorizzazione del patrimonio culturale sviluppate da VeGAL nell’ambito del progetto europeo INTERREG ITA-SLO 2021/27 BEroots, progetto che punta a rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile come strumenti di crescita economica, inclusione sociale e innovazione territoriale. Partner del progetto insieme a VeGAL, il Comune di Savogna d’Isonzo (GO), l’Unione Regionale Economica Slovena (TS), il Comune di Vipava (SLO), l’Ente Turistico TRG di Vipava (SLO) e l’Università Popolare Ajdovščina (SLO). In questo contesto, la riscoperta di un’opera del patrimonio musicale veneziano del XVIII secolo diventa strumento di valorizzazione territoriale capace di creare connessioni tra memoria storica, identità locale e nuova attrattività culturale, restituendo al pubblico una pagina poco conosciuta della tradizione musicale veneta. Rappresentato per la prima volta nel 1759, “Il Conte Caramella” è rimasto per quasi tre secoli lontano dai circuiti esecutivi, fino al lavoro di ricerca che ne ha reso possibile il recupero. La ricostruzione dell’opera è il risultato di oltre dieci anni di ricerca filologica e musicologica condotta dal professor Alessandro Maurutto, che ha lavorato alla restituzione dell’opera e alla preparazione dell’edizione critica. La nuova produzione sarà realizzata secondo criteri di esecuzione storicamente informata, con sette cantanti e un’orchestra di circa venti elementi.

“Il Conte Caramella” appartiene al filone del dramma comico per musica, genere particolarmente significativo nella Venezia del Settecento, capace di intrecciare musica, comicità e osservazione della società del tempo. Al centro della vicenda si trova una figura aristocratica tratteggiata da Goldoni con ironia e spirito satirico, attraverso cui emergono le contraddizioni e i costumi dell’epoca. Un’opera che presenta quindi una doppia chiave di lettura: da un lato il valore musicale della partitura di Galuppi, dall’altro la vivacità teatrale del libretto goldoniano e la sua capacità di restituire un preciso quadro sociale e culturale del XVIII secolo.

Nato a Burano nel 1706, Baldassarre Galuppi, detto “Il Buranello”, fu tra i più autorevoli compositori europei del XVIII secolo e una figura centrale nello sviluppo dell’opera buffa veneziana. La sua collaborazione con Carlo Goldoni diede vita ad alcune delle esperienze più significative del teatro musicale dell’epoca, unendo raffinatezza musicale, efficacia teatrale e capacità comunicativa.

La nuova produzione e il nuovo allestimento sono affidati ad APS Musincantus, associazione culturale veneta specializzata nella produzione musicale e teatrale, con una consolidata esperienza nella programmazione di eventi. Alessandro Maurutto sarà maestro concertatore e direttore, mentre Lorenzo Feder sarà maestro al cembalo. La regia è firmata da Maria Selene Farinelli, che cura anche le luci insieme a Davide Zanardi; scene e costumi sono di Angelica Forni. Sul palco Francesca Lombardi Mazzulli, Valeria La Grotta, Maria Giuditta Guglielmi, Nicola Ciancio, Chiara Brunello, Marco Saccardin e Matteo Straffi, accompagnati dall’ensemble barocco Concentus Musicus Lemit, specializzato nel repertorio veneziano. L’illustrazione della locandina è opera della giovane illustratrice veneziana Fosca Vianello. L’ingresso è gratuito su prenotazione.

“Dopo la prima esecuzione veneziana nel 1751 al Teatro San Samuele e l’ultima rappresentazione ad Amsterdam nel 1760, dell’opera si sono perse le tracce fino al lavoro di ricostruzione e approfondimento che ne ha reso possibile una nuova esecuzione – racconta Alessandro Maurutto –. Si tratta di un’opera particolarmente interessante anche per le sue caratteristiche drammaturgiche e musicali: i sette personaggi sono infatti classificati in tre diverse tipologie – “seri”, “mezzi caratteri” e “buffi” – superando quella tradizionale distinzione tra serio e buffo che caratterizzava il teatro musicale dell’epoca. Un aspetto che ha suscitato un significativo interesse anche in ambito accademico. A questo si aggiunge la vivacità della vicenda ideata da Goldoni, che vede il Conte, creduto morto in battaglia, tornare alla propria corte sotto le mentite spoglie di un pellegrino negromante per mettere alla prova la fedeltà della moglie”.