Giornate del Muto: a Sacile il 2 “For Heaven’s Sake”

In attesa che sabato 3 ottobre si aprano le porte del Teatro Verdi di Pordenone per l’avvio ufficiale della 45a edizione delle Giornate del Cinema Muto, nella serata di pre-apertura al Teatro Zancanaro di Sacile torna Harold Lloyd, campione della comicità, capace negli Anni Venti del ’900 di rivaleggiare in popolarità con Chaplin e Keaton. La paglietta e gli occhiali rotondi che lo caratterizzano sono iconici quanto la bombetta e i baffi di Charlot, rendendolo immediatamente riconoscibile nel suo ruolo di bravo ragazzo americano, ambizioso e sempre teso alla conquista del successo. Il film è uno dei suoi capolavori, “For Heaven’s Sake” diretto da Sam Taylor, uscito in Italia col titolo “Il re degli straccioni”, e viene presentato con l’accompagnamento musicale dal vivo della Zerorchestra diretta da Oscar Marchione. La serata è realizzata in collaborazione con il Comune di Sacile e il sostegno del Rotary Club Sacile Centenario.

“For Heaven’s Sake” uscì negli Stati Uniti il 5 aprile 1926, prodotto dallo stesso Lloyd che da qualche anno, dopo la rottura con Hal Roach era diventato il produttore dei propri film. La storia è abbastanza semplice: il protagonista è un milionario, Harold Manners, interpretato da Lloyd, che per ricompensare un predicatore del danno arrecatogli per l’incendio del carretto con cui distribuiva pasti caldi ai poveri, gli firma un assegno da mille dollari. Da qui una serie di equivoci e malintesi perché il predicatore utilizza quel denaro per aprire una missione di assistenza ai poveri insieme alla figlia Hope, ovviamente una bella ragazza – l’attrice Jobyna Ralston – di cui Harold si innamora all’istante e che decide di sposare; ma arrivare all’altare non sarà così semplice. Più che sulla trama il punto di forza del film sta nel continuo succedersi di gag e nel ritmo rapido e incalzante del montaggio che trova il suo culmine nella scena finale dell’inseguimento. Nel film si percepisce il lavoro di Walter Lundin, il fedele direttore della fotografia, abilissimo nel far sembrare ancora più pericolose, grazie alle particolari angolazioni della cinepresa, le scene più ardite per le quali Lloyd era famoso (l’immagine di lui sospeso nel vuoto, aggrappato alle lancette dell’orologio di un grattacielo, rimane tra le più iconiche di tutta la storia del cinema).

Paradossalmente il film non fu amato da Harold Lloyd, che avrebbe voluto evidenziare maggiormente il tema della criminalità e della violenza dei grandi centri urbani, ma fu un enorme successo di critica e pubblico ed è ancora oggi uno dei suoi titoli più apprezzati.

La stella di Harold Lloyd si oscurò con la fine del cinema muto, forse anche perché l’America del boom economico che lui aveva rappresentato era stata travolta dalla Grande Depressione. L’Oscar alla carriera conferitogli nel 1953 risvegliò l’attenzione su di lui anche da parte di studiosi e critici al punto da venire unanimemente riconosciuto come il terzo genio della comicità accanto a Chaplin e Keaton.

Il programma della serata, con inizio alle 20.45, prevede anche la proiezione di due cortometraggi comici dalle collezioni della Cineteca del Friuli, “Polidor e l’attaccapanni” (1914) e “Robinet attaccato alla sedia” (1913), accompagnati dall’Orchestra della Scuola Media “Balliana-Nievo” di Sacile diretta da Didier Ortolan, che ha composto la musica.

Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine, della Fondazione Friuli e con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile.