Diocesi
Domenica 27: tre nuovi diaconi Oscar, Mirco e Cristian
La Diocesi di Concordia-Pordenone si raccoglie in preghiera e in festa per l’ordinazione diaconale di Oscar Chisom Awuzie, Mirco Fava e Cristian Marangon.
Nel Duomo Concattedrale di San Marco Evangelista a Pordenone, l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo Giuseppe Pellegrini introdurranno i tre seminaristi nel ministero ordinato, segnando una tappa decisiva del loro cammino verso il presbiterato.
Le loro storie compongono un mosaico nel quale la diversità non divide, ma rivela la fantasia dello Spirito: il Signore chiama in tempi, modi e geografie che non sono i nostri, scardinando i calcoli umani e manifestando la ricchezza del suo amore.
Mirco (25 anni) ha frequentato il seminario da adolescente e è radicato nel territorio diocesano, provenendo dalla parrocchia di Santa Lucia Vergine e Martire a Prata di Pordenone; Oscar (31 anni) proviene dalla parrocchia di San Pietro Claver in Ukpor, in Nigeria: la sua vocazione attraversa confini e culture e si fa dono per una Chiesa universale. Cristian (49 anni), originario della parrocchia di Santa Maria Concetta in Eraclea, porta con sé l’esperienza maturata nella vita lavorativa e nella realtà del Seguito di Gesù.
Età diverse, culture differenti e percorsi di vita propri si fondono oggi nell’unico mosaico del servizio all’altare e ai fratelli. È la prova tangibile che la chiamata di Dio non risponde a criteri di uniformità, ma fiorisce dove e quando vuole, trasformando la diversità in una corale e ricca armonia.
L’ordinazione dei tre diaconi non riguarda soltanto le comunità da cui provengono, interroga tutta la Chiesa diocesana. Il diacono, infatti, rende visibile Cristo servo e ricorda che ogni ministero nasce dall’ascolto e si compie nel dono di sé. La sua presenza ricorda che l’autorità evangelica non è possesso, ma disponibilità; non distanza, ma prossimità; non ricerca di prestigio, ma libertà di amare.
In questa luce, il ministero diaconale entra in profonda sintonia con la lettera pastorale «Liberi per amare e per servire», che nel biennio 2026-2028 orienta la nostra Diocesi a rinascere e a cambiare forma per restare fedele al Vangelo. Il piano invita le comunità a liberarsi dal superfluo, ricostruire relazioni, assumere una corresponsabilità battesimale e trasformare la libertà in amore concreto. Sono atteggiamenti che il diacono è chiamato a incarnare ogni giorno: uomo della soglia, capace di collegare l’altare alla strada, la liturgia alle ferite della vita, la comunità a chi ne resta ai margini.
La cura dell’interiorità trova nel diacono un servitore della Parola e della Liturgia, non un semplice esecutore del rito, ma una presenza che aiuta l’assemblea a incontrare Cristo. L’attenzione alle nuove povertà e alle solitudini lo chiama poi a riconoscere i bisogni meno visibili, a promuovere ascolto, accoglienza e collaborazione con le realtà caritative e assistenziali. Infine, una Chiesa che sa accompagnare ha bisogno di ministri capaci di stare accanto alle persone nelle fatiche familiari, nella malattia, nella disabilità e nei passaggi decisivi dell’esistenza.
Oscar, Mirco e Cristian ricevono dunque un ministero che è già un programma di vita. Le loro differenze diventano armonia quando si lasciano unificare dal grembiule del servizio.
Li accompagniamo con l’affetto e la preghiera in questo passo decisivo e prospettico, affinché possano vivere il diaconato in vista del presbiterato, testimoniando a tutti che si è veramente liberi non quando ci si sottrae ai legami, ma quando si sceglie di amare e di servire.
Don Marino Rossi
Rettore del Seminario