Pordenonelegge
Sabato 19 settembre con Mons. De Zan “Dubbio e fede”
Nella collana “Parole allo specchio” della casa Editrice Messaggero di Padova, sono apparsi diversi volumetti che affrontano tematiche di vario tipo come, per esempio, cura, empatia, corruzione, silenzio, vulnerabilità, genere, politica, dialogo, martirio, misericordia, ecc.
A PordenoneLegge, nell’edizione del 2023, è stato presentato il volumetto “Male” del prof. Andrea Toniolo. In questa edizione del 2026, a PordenoneLegge, sabato 19 Settembre alle ore 15,30 nella concattedrale di S. Marco in Pordenone, verrà presentato il volumetto “Dubbio” del prof. Raffaele Maiolini, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Si tratta di un volumetto agile di 134 pagine.
La scrittura dell’autore è piana, fluida. Si legge volentieri. Questa bella caratteristica non deve trarre in inganno.
I concetti, infatti, sono abbastanza impegnativi, alle volte anche ardui, ma esposti in modo chiarissimo.
L’argomento si snoda in sei agili capitoli, suddivisi in due parti (il dubbio ieri; il dubbio oggi) con una introduzione e una conclusione “non conclusiva”.
Nella prima parte del libro (il dubbio ieri) ci sono tre capitoli: cap. 1. Fermi al bivio. Il dubbio in parole e immagini; cap. 2. La bella (e inutile?) finzione. Il dubbio come metodo; cap. 3. È proprio un peccato. Il dubbio e la lingua cristiana.
Nella seconda parte del libro (il dubbio oggi) ci sono altri tre capitoli: cap. 4. Dubitare fa bene (forse). Il dubbio come stile di vita; cap. 5. Ma in principio non è così. Il dubbio non è mai l’inizio; cap. 6. Uomini di poca fede. Il dubbio e la fede.
Certamente il tema viene dalle origini del pensiero umano, dove il dubbio era preso in considerazione, ma doveva essere superato. Senza il superamento non c’era operatività.
C’è il dubbio necessario (o radicale o sistematico) che ha come compagna la fatica della conoscenza certa, e c’è il dubbio scettico che, invece, ha come compagna la limitatezza della conoscenza umana.
Cartesio ha sposato il dubbio metodico con lo scopo di sconfiggere il dubbio. Il pensiero filosofico, ovviamente, ha camminato a grandi passi.
Paul Ricoeur diceva che oggi molti pensatori sono “maestri del sospetto” e, per di più, siamo maestri del sospetto tutti noi.
La Chiesa distingue tra dubbio volontario e il dubbio involontario.
Il dubbio volontario può condurre all’accecamento dello spirito. La filosofa spagnola, Victoria Camps, specialista sul tema del dubbio (conosciuto è il suo ampio saggio “Elogio del dubbio”), dice che il dubbio esagerato è distruttivo: “Esiste un nucleo di «verità» la cui contestazione significa rinnegare i risultati raggiunti dall’umanità nel corso dei secoli”.
Il dubbio involontario, invece, indica l’esitazione a credere, ma è superabile. Anche i discepoli ebbero questo dubbio: “Quando lo (= il Risorto) videro, si prostrarono. Essi però dubitarono (in greco, “edìstasan”, aoristo)”. Si tratta di un dubbio che supereranno: lo dice la forma verbale dell’aoristo che illustra una azione limitata nel tempo.
Il dubbio, dunque, può anche esserci e starci nell’itinerario della vita e della ricerca, ma come condizione temporanea, perché il vero motore della vita e della conoscenza non è tanto il dubbio, quanto la fede (come insegna intelligentemente Gesù!), perché nella vita riesce (letteralmente) a “stare in piedi” solo chi non dubita di tutto e di tutti, ma trova qualcosa/qualcuno degno di fiducia e affidabile.
RDZ