Pordenonelegge
I 100 anni delle scuole Gabelli
Venerdì 18 settembre, nell’ambito di Pordenonelegge, alle ore 12.00, presso la tensostruttura allestita nel cortile della Gabelli, verrà presentato il volume “Giorni di scuola 2. La scuola primaria “A. Gabelli” nella storia di Pordenone dagli anni ’60 a oggi, edito dalla Propordenone e curato da Alessandro Fadelli e Stefania Miotto.
L’opera intende essere la prosecuzione del libro “Giorni di scuola. La scuola elementare di Pordenone nella storia della città”, pubblicato dalla stessa benemerita associazione giusto vent’anni fa e curata da Stefano Agosti, Guido Cecere e Milena Claretti.
Il precedente volume narrava la storia della “grande scuola” del centro di Pordenone a partire dalla sua ideazione e progettazione agli inizi del Novecento, e dai complessi lavori che portarono poi, nel 1926, alla sua inaugurazione (sebbene qualche classe vi fosse entrata già in precedenza), per giungere fino ai primissimi anni Sessanta.
Il nuovo volume riprende il discorso storico proprio da quel momento, convenzionalmente dal 1961, per arrivare ai giorni nostri. Lo fa attraverso una scansione per decenni, con immagini, documenti e testimonianze dirette e indirette di insegnanti, dirigenti scolastici ed ex alunni (alcuni poi famosi), senza dimenticare di inquadrare le vicende del plesso scolastico prima nella storia d’Italia e poi in quella generale della scuola elementare (poi primaria) del nostro Paese, sfuggendo così al rischio di un miope localismo. Sotto gli occhi del lettore sfilano personaggi e vicende che hanno fatto la storia – non solo scolastica – di Pordenone e si delineano i tanti cambiamenti che l’imponente edificio ha visto scorrere negli ultimi 65 anni, tra riforme e controriforme scolastiche volute dai governi che si sono succeduti nel tempo. Si è passati infatti dalle moltitudini di alunni della fine degli anni Sessanta e dei Settanta (i frutti del baby boom), arrivati a 900 unità, con penuria di aule e necessità di altre sedi provvisorie, alle classi via via sempre meno numerose a causa del calo demografico, fino a giungere agli attuali circa 130 alunni, di cui un centinaio stranieri, e alle tante aule vuote o destinate ad altri usi (ora qui si trova anche una sede del Centro Provinciale Istruzione Adulti). Si è poi transitati dall’insegnante unico, “padrone” della classe, e dall’orario solo antimeridiano, alla pluralità dei docenti, al tempo pieno e all’introduzione recente del metodo Montessori. Si è infine passati dalla scuola tradizionalissima degli anni Sessanta, con dettati, tabelline e poesie da imparare a memoria, a quella attiva e laboratoriale dei decenni successivi. Insomma, il maestoso edificio progettato oltre un secolo fa da Augusto Mior ne ha viste davvero tante e di ogni tipo, ma rimane un simbolo della città, un suo punto fermo. Come sostiene il Presidente della Propordenone Giuseppe Pedicini nella presentazione “qui si è scritto il racconto vivo di una comunità che, generazione dopo generazione, ha saputo educare, accogliere, crescere e rinnovarsi; e quindi questo oggi è un luogo della memoria collettiva, uno spazio in cui migliaia di bambini hanno vissuto i primi passi del loro percorso di formazione, hanno imparato a leggere il mondo, a confrontarsi con gli altri, a diventare cittadini”.