Arte e mostre
Teatro La Contrada: 50 anni e oltre
Una delle realtà teatrali più importanti del Friuli Venezia Giulia ha compiuto 50 anni: il 22 aprile 1976, infatti, nasceva a Trieste il “Teatro La Contrada”. I primi cinquant’anni di questo “teatro stabile” sono ricordati dalla mostra “La Contrada: 50 anni e oltre”, allestita nel Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. I festeggiamenti si protrarranno fino a settembre e non rappresentano solo l’omaggio a un’istituzione culturale, ma diventano l’occasione per celebrare a settembre il 90° compleanno della sua fondatrice e anima instancabile, Ariella Reggio, per commemorare il ventennale della scomparsa di Orazio Bobbio, motore della nascita del teatro, e i vent’anni di responsabile da parte di Livia Amabilino che da Bobbio ha preso il testimone.
Lontana dall’essere una semplice rassegna commemorativa, la mostra – curata da Mario Bobbio e Andrea Stanisci – si configura come un percorso vivo. L’iniziativa, realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste, e sotto la supervisione del Conservatore del Museo Stefano Bianchi, sarà visitabile, a ingresso gratuito, fino a settembre nel Palazzo Gopcevich (da mercoledì a domenica: ore 10-18).
Il percorso espositivo si snoda iattraverso sezioni tematiche che guidano il visitatore dalle origini orientate orgogliosamente al teatro ragazzi, in quell’epoca fucina di sperimentazione, fino alle fortunate produzioni in dialetto triestino che hanno segnato un’epoca. Il racconto approda poi alle sfide produttive di respiro nazionale, testimoniate da grandi interpreti dagli anni ‘90 in poi e da centinaia di spettacoli che hanno portato il nome di Trieste in tutta Italia. Discorso a parte merita dal 2018 il percorso realizzato con le Residenze artistiche con molti protagonisti nazionali e internazionali.
Il cuore tecnologico dell’allestimento è rappresentato da un apparato di grandi schermi e totem interattivi che proiettano una selezione tra le oltre 1500 testimonianze digitalizzate, offrendo un’esperienza tra fotografie e video d’archivio di oltre 500 spettacoli prodotti. Con le grafiche di Mario Bobbio e i video di Maurizio Bressan, e grazie alla collaborazione di Videoest e TV Capodistria la mostra trasforma Palazzo Gopcevich in un piccolo palcoscenico aperto, dove la storia della Contrada si conferma essere, prima di tutto, una storia ancora in divenire. L’allestimento, curato da Diego Fantoma e Nathan Vitta con le strutture di Bruno Guastini e Francesco Orrendo, alterna con sapienza la modernità digitale alla matericità del palcoscenico: il pubblico può infatti ammirare da vicino elementi scenografici, costumi originali e il verbale originale di costituzione della Compagnia.