Cultura
Casarsa, il 14 e 15 maggio “I Turcs tal Friùl – 50 anni dopo il terremoto”
A cinquant’anni dal terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli, Casarsa della Delizia ospita il convegno di studi Pasolini: i Turcs tal Friùl. 1976-2026 — 50 anni dopo il terremoto, due giornate dedicate all’opera teatrale di Pier Paolo Pasolini e alle sue riletture sceniche, culturali e musicali nel corso del tempo.
L’iniziativa, in programma il 14 maggio dalle 15.00 alle 19.00 e venerdì 15 dalle 9.30 alle 12.30 presso la Sala Consiliare di Palazzo Burovich, riunirà studiosi, registi, artisti, musicologi e protagonisti delle storiche rappresentazioni dei Turcs tal Friùl, in un percorso che intreccia memoria, teatro, lingua, musica e identità culturale friulana.
Curato da Roberto Calabretto e Luca Giuliani, organizzato da Cinemazero e promosso con l’Università degli Studi di Udine e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini, il progetto nasce dalla collaborazione di numerose istituzioni del territorio: gode della collaborazione del Comune di Casarsa e dell’ERT, e del fondamentale sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, di Confindustria Udine e Banca 360 FVG, e avviene anche in collaborazione con il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, il Teatri Stabil Furlan, il teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Comune di Gemona del Friuli, l’Associazione Icaro – Volontariato Giustizia ODV e il Centro Studi Padre David Maria Turoldo.
“Nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, realizzare a Casarsa della Delizia – con un’ampia cordata di istituzioni culturali – un convegno dedicato ai Turcs tal Friùl significa rinnovare in modo significativo il legame profondo tra memoria civile, identità culturale, opera pasoliniana e territorio” dichiara Riccardo Costantini, responsabile degli Archivi pasoliniani di Cinemazero. E, con lui, il presidente del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Marco Salvadori: “Casarsa è il luogo originario dell’immaginario poetico di Pasolini: da qui il suo linguaggio si è fatto universale, facendo del Friuli non una periferia, ma un centro culturale capace di parlare al mondo. I Turcs tal Friùl appartengono a questa dimensione: un’opera radicata nella nostra storia e, al tempo stesso, patrimonio collettivo di valore internazionale. Siamo orgogliosi di accogliere studiosi, artisti e protagonisti di importanti riletture dell’opera: a cinquant’anni dal sisma, il pensiero di Pasolini offre spazi di riflessione culturale e civile di straordinaria attualità”.
Il convegno prende avvio da una riflessione sul legame profondo tra l’opera pasoliniana e il terremoto del 1976, quando l’allestimento firmato da Rodolfo Castiglione nella Chiesa di San Lorenzo a Venezia divenne simbolo di ricostruzione civile e culturale del Friuli ferito dal sisma.
“Il convegno” – dichiara il curatore Luca Giuliani – “fa il punto sul lascito del testo di Pasolini in questi primi 50 anni di vita, non solo teatrale. Restituisce una panoramica il più completa possibile delle diverse rappresentazioni che si sono susseguite nel tempo, offrendo un “catalogo ragionato” dei preziosi materiali audiovisivi, fotografici e a stampa conservati in archivi e luoghi diversi, che nei prossimi mesi conluiranno anche in una importante pubblicazione che accompagnerà il debutto del nuovo spettacolo per la regia di Alessandro Serra. La ragione che sottende l’operazione è chiara sin dai temi affrontati dai relatori e al cuore del testo pasoliniano che si dimostra ancora una volta contemporaneo a partire da quegli aspetti arcaici legati al senso di comunità”.
La prima sessione sarà dedicata all’opera di Pasolini e alle sue implicazioni teatrali, linguistiche e antropologiche. Stefania Rimini, professoressa ordinaria di Cinema, fotografia e televisione all’Università di Catania e direttrice della rivista Arabeschi, analizzerà I Turcs attraverso i paradigmi dell’antropologia teatrale, evidenziando la dimensione rituale e pedagogica del testo. Gabriele Zanello, professore associato all’Università di Udine e direttore del Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli, offrirà un’introduzione critica all’opera, soffermandosi sulla tradizione manoscritta, sulle varianti e sulle prospettive di ricerca. Fabrizio Turoldo, docente di Filosofia morale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, proporrà, invece, un confronto tra Pasolini e David Maria Turoldo, attraverso parole chiave che attraversano temi come resistenza, esilio, religiosità e madreterra.
La seconda sessione sarà dedicata all’allestimento veneziano del 1995 diretto da Elio De Capitani, attore, regista e direttore artistico del Teatro dell’Elfo di Milano. Nel suo intervento De Capitani rifletterà sulla straordinaria attualità del testo pasoliniano, mettendolo in relazione con le guerre contemporanee e con il tema della “morte cancellatrice”, evocata da Pasolini. Accanto a lui, Valter Colle, antropologo visuale, editore e storico collaboratore di Giovanna Marini, approfondirà il rapporto tra la musicista e Pasolini, sottolineando il ruolo della musica popolare e corale nella costruzione scenica dei Turcs. Roberto Calabretto, professore ordinario all’Università di Udine e studioso di musica per film e teatro, analizzerà invece le musiche di scena di Giovanna Marini, evidenziandone la forza drammatica e rituale.
La seconda giornata si aprirà con una sessione dedicata all’allestimento del 1976 firmato da Rodolfo Castiglione. Massimo Somaglino, attore, autore e direttore artistico del Teatri Stabil Furlan, ricostruirà il profilo umano e artistico del regista friulano, figura centrale della vita teatrale regionale. Liliana Cargnelutti, archivista e storica dell’arte, approfondirà gli elementi scenografici creati da Luciano Ceschia per lo spettacolo veneziano del 1976, mentre Roberto Calabretto tornerà sul rapporto tra musica e scena analizzando le suggestioni sonore che andavano dall’organum medievale fino ai Pink Floyd e Luigi Nono.
Ampio spazio sarà dedicato anche al nuovo allestimento del 2026 diretto da Alessandro Serra, tra i registi italiani più riconosciuti a livello internazionale. Luca Giuliani, storico, curatore culturale ed esperto di archivi audiovisivi, presenterà le ragioni culturali del progetto e il significato contemporaneo dell’opera pasoliniana nel contesto friulano. Bruno De Franceschi, compositore e ricercatore vocale che da anni collabora con Serra, racconterà il processo creativo della nuova scrittura musicale dei Turcs, fondata sul rapporto tra voce, oralità e spazio scenico. Lo stesso Alessandro Serra, autore di spettacoli premiati come Macbettu, interverrà sul tema della “lingua dimenticata”, riflettendo sul rapporto tra tragedia classica, poesia e teatro contemporaneo.
Il convegno si concluderà con una tavola rotonda coordinata da Massimo Somaglino, che riunirà testimoni e protagonisti delle storiche rappresentazioni dei Turcs tal Friùl: Angelo Battel, Eddi Bortolussi, Piero Colussi, Giovanni Nistri e Federico Rossi.