Assemblea pastorale diocesana: 300 in cammino con il Vescovo per tracciare la rotta del futuro

La Chiesa di Concordia-Pordenone si dimostra, ancora una volta, una diocesi tenacemente in cammino. Giovedì 23 aprile si è vissuto il momento culminante dell’Assemblea Pastorale Diocesana: circa 300 persone si sono riunite in plenaria, suddivise in 28 tavoli di lavoro, per un autentico esercizio di corresponsabilità. Non un pubblico passivo, ma un’assemblea viva e pulsante composta da laici, presbiteri e consacrati, seduti gli uni accanto agli altri per confrontarsi a cuore aperto sul futuro delle parrocchie e della Chiesa locale.

Al centro di questo grande laboratorio sinodale, il Vescovo Giuseppe Pellegrini ha scelto di mettersi in un atteggiamento di profondo e silenzioso ascolto. L’obiettivo dell’incontro non era stilare sterili elenchi di lamentele, ma guardare al domani con speranza, rispondendo alla forte provocazione biblica che ha guidato l’intero percorso: decidere le priorità essenziali da “tenere dentro la barca” e di quali zavorre alleggerirsi per rilanciare la gioia e la forza dell’annuncio evangelico.

La serata è stata ritmata da una serie di interventi puntuali e appassionati, che hanno restituito la fotografia di una comunità che desidera mettersi in gioco. È emerso con forza il bisogno di una Chiesa audace: «Dobbiamo essere coraggiosi con ottimismo e speranza, senza aver paura di sbagliare. Alla peggio ci riproviamo: o vinco o imparo», ha esortato Daniele. Un pensiero condiviso da chi ha auspicato una Chiesa sempre più accogliente, che sappia dimostrare «pazienza, benevolenza e compassione verso chi vive situazioni problematiche o è distante».

Grande attenzione è stata riservata ai giovani: don Luca Toffolon ha sottolineato che non vanno considerati come i “grandi assenti”, ma occorre raggiungerli nei loro veri spazi di vita, creando relazioni calde e autentiche e facendo dell’evangelizzazione giovanile una vera «gioiosa ossessione». Sull’aspetto della fede vissuta, don Corrado ha richiamato l’esigenza di una liturgia che non sia uno spettacolo a cui si assiste passivamente, ma un luogo vivo in cui ogni fedele abbia un ruolo essenziale e la preghiera parli il linguaggio reale della gente di oggi. Non sono mancati i richiami al fondamentale ruolo delle donne e alla necessità di un riordino strutturale verso vere Comunità Pastorali di rete, sostenute da “figure di giuntura” laicali per alleggerire il lavoro amministrativo e burocratico.

A conclusione degli interventi, la parola è tornata ai 28 tavoli per un ultimo e decisivo discernimento, in cui ogni gruppo ha individuato due o tre priorità assolute per il futuro della Chiesa locale. Il Vescovo ha infine raccolto l’immenso patrimonio di questi lavori, ringraziando per l’impegno: queste sintesi diventeranno la bussola per la stesura della prossima lettera pastorale e per il cammino condiviso del prossimo biennio. La nave della Diocesi è pronta a ripartire, più leggera e carica di speranza.