Giornate Fai di primavera: nel Pordenonese Polcenigo al centro delle proposte

Passeggiando tra mulini, giardini, palazzi di pregio e affacci suggestivi sul Gorgazzo che abbelliscono Polcenigo, uno dei “borghi più belli d’Italia”: questa la proposta delle “Giornate FAI di Primavera”, il grande evento nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, giunto alla sua trentaquattresima edizione.
Sabato 21 e domenica 22 marzo saranno centinaia i luoghi straordinari aperti in tutta Italia grazie all’impegno dei volontari, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese.
Per questa edizione la Delegazione FAI di Pordenone concentrerà le proprie aperture a Polcenigo, proponendo un percorso che intreccia storia, architettura, natura e ingegno idraulico.

Il programma
Sono quattro le aperture previste a Polcenigo.

Mulino Faletti-Sanchini, in via Sega, 1 – Simbolo della tradizione produttiva polcenighese, il Mulino Faletti-Sanchini racconta una storia che affonda le radici nel Medioevo, quando l’economia locale ruotava attorno alla forza dell’acqua. Nel territorio operarono nei secoli numerosi opifici idraulici, come mulini, folli da panni e segherie, alimentati dal Gorgazzetto, canale artificiale derivato dal Gorgazzo. Il complesso del Mulino Faletti-Sanchini, documentato già dal XV secolo come sede di un follo da panni e successivamente ampliato con segheria e mulino ad acqua, rappresenta una rara testimonianza di archeologia proto-industriale.

Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro, in via Coltura, 21 – Edificato nel tardo Cinquecento per volontà dei Conti di Polcenigo e Fanna e venduto nel 1607 ai Manin di Udine, tra le famiglie più influenti della Serenissima, il palazzo custodisce secoli di vicende nobiliari e politiche. Dalla trifora centinata in facciata, al brolo un tempo esteso fin quasi al fiume Livenza, passando per la torretta medievale e gli interni ricchi di arredi storici, l’edificio racconta il passaggio di proprietà tra importanti famiglie friulane e le trasformazioni subite nei secoli, fino agli eventi delle due guerre mondiali.

Palazzo Scolari-Salice, in via Gorgazzo, 2 – Tra i più antichi edifici di Polcenigo, restaurato nel 1515 come inciso sull’architrave del portale. Il palazzo si distingue per il suo elegante portico con colonne quadrilobate del XIII secolo. Nel XIX secolo divenne residenza dell’ingegner Pietro Quaglia, figura centrale per la storia locale, progettista di giardini e opere idrauliche. A lui si deve l’originale giardino all’italiana terrazzato che si arrampica sulla collina retrostante, raro esempio di impianto in pendenza, recentemente restaurato nel rispetto dell’originaria struttura.
Palazzetto Diana-Santarossa, in via San Rocco, 9 – Affacciato sul suggestivo Borgo San Rocco, il palazzetto Diana–Santarossa presenta una facciata di gusto seicentesco con elementi barocchi, tra cui un elegante portale e una balconata affacciata sul Gorgazzo. Originariamente dimora della famiglia Diana, attiva a Polcenigo fin dal XVII secolo, l’edificio conobbe nel tempo diverse trasformazioni, diventando anche locanda e albergo tra Otto e Novecento. Oggi restituisce al visitatore il fascino di una casa borghese che racconta l’evoluzione sociale ed economica del borgo.
L’apertura è riservata solo agli iscritti FAI, con possibilità di iscriversi o rinnovare la tessera in loco.

a pordenone
A questi beni di Polcenigo, si aggiunge – ormai è una tradizione – l’apertura al pubblico a Pordenone, nella Piazzetta del Cristo, dell’Antico Ospitale dei Battuti – Un bene donato al FAI dalla signora Marilena Busato vedova De Luca. Fondato probabilmente agli inizi del XIV secolo e legato alla Confraternita dei Battuti, l’edificio rappresenta una testimonianza preziosa della vita urbana e caritativa medievale.
All’interno si potranno ammirare importanti cicli pittorici del Cinquecento con episodi della vita della Vergine e figure di Evangelisti e Padri della Chiesa, attribuiti alla cerchia del Pordenone.

Informazioni
Tutti i beni saranno aperti dalle 9 alle 18 (ultimo ingresso 17.30). Per partecipare all’evento e sostenere l’attività del FAI è suggerita una donazione a partire da 4 euro in ogni bene oppure un’unica donazione di 10 euro per accedere a tutti i beni aperti dalla Delegazione FAI di Pordenone. Chi rinnova la tessera o effettua una prima iscrizione al FAI in loco ha libero accesso ai beni aperti. Non sono richieste prenotazioni, l’ingresso sarà regolato dall’ordine di arrivo, con corsia preferenziale per gli iscritti al FAI.
Il programma dell’evento potrebbe subire variazioni. Per ogni aggiornamento consultare il sito ufficiale e i profili social del FAI Fvg. Per ulteriori info: pordenone@delegazionefai.fondoambiente.it

Evento speciale
“Tesori del Convento di San Giacomo” – Convento di San Giacomo, a Polcenigo: un invito a scoprire i tesori custoditi nel sito conventuale che domina il borgo di Polcenigo. Accompagnati dal Maestro Dante Tizianel si potrà godere della voce del settecentesco organo del Pescetti ed entrare nell’antica Sacrestia con soffitto a cassettoni e paramenti liturgici del XVII-XVIII secolo. Il percorso si snoderà poi tra la Sala Capitolare, con le sue venticinque metope lignee dai soggetti enigmatici, e il Refettorio affrescato a motivi geometrici, per concludersi nella Sala dell’Archivio, con la raccolta di libri antichi.
L’accesso al Convento sabato 21 e domenica 22 marzo sarà regolato in tre turni: ore 10 – 14 – 16. La capienza è di massimo 50 persone per turno e ogni visita durerà circa un’ora e mezza. Per partecipare è suggerita una donazione a partire da 4 euro a sostegno dell’attività del FAI.
La squadra
di volontari
Una consolidata squadra composta da 80 volontari della Delegazione FAI di Pordenone è già prontissima ad accogliere con entusiasmo tutti i visitatori insieme agli Apprendisti Ciceroni delle scuole superiori di tutta la provincia.
Nico Nanni