S.E. Giuseppe Pellegrini: camminando insieme da 15 anni

Il Vescovo Pellegrini incontra i giovani di Azione Cattolica a Villanova di Fossalta (giugno 2011)

Il 25 febbraio di quindici anni fa veniva annunciato che Papa Benedetto XVI aveva nominato quale Vescovo di Concordia-Pordenone Mons. Giuseppe Pellegrini. Tra pochi giorni saranno, dunque, quindici anni da quella data.
Molto di più, saranno quindici anni che come Chiesa camminiamo insieme al Vescovo Giuseppe. In questi anni assieme a lui abbiamo conosciuto tre Papi, una pandemia, il ritorno della guerra in Europa, la diffusione dei social media e dell’intelligenza artificiale, con conseguenti domande sul futuro.
Come Chiesa diocesana queste domande sul futuro non le abbiamo evitate, né messe in un cassetto, ma le abbiamo affrontate.
Anticipando la richiesta che Papa Francesco avrebbe fatto a tutte le Chiese del mondo, sulla spinta del Vescovo Giuseppe abbiamo vissuto l’avventura, allora tutta nuova, del Cammino sinodale: nato nell’ascolto, celebrato nel confronto e ora alla prova della messa in pratica delle sue conclusioni.
Tre lustri trascorsi velocemente senza dubbio anche per la dinamicità di questo vescovo veronese, giunto da noi a 57 anni, con alle spalle lunghi anni trascorsi al ritmo dei giovani: nella parrocchia di Bovolone, nel Seminario di Verona, a servizio della pastorale giovanile diocesana e di quella nazionale per le GMG; e poi ancora in CEI per la cooperazione missionaria tra le Chiese, incarico che lo ha portato a viaggiare per il mondo, visitando tutti continenti.
Anche noi in questi anni dobbiamo dire che, almeno attraverso l’agenda pubblicata sul settimanale diocesano, l’abbiamo visto percorrere la Diocesi da nord a sud, da est a ovest, anche in una sola domenica. E questo non senza chiederci da dove gli venga tutta questa energia e vivacità che – si vede – lo abita costantemente.
A riprova di ciò, più di qualche volta mons. Giuseppe ha raccontato che la prima espressione che gli era venuta in mente per il motto episcopale era: “Quello che devi fare, fallo presto” (Gv 13, 27). Espressione naturalmente lasciata cadere per comprensibili motivi a favore, invece, delle ultime parole del vangelo di Marco: “Euntes evangelium paedicate” (Mc 16, 15), che spiegano bene l’intimo desiderio che lo abita: obbedire al comando del Risorto che invia gli apostoli, perché il vangelo sia annunciato al mondo intero.
Il Vescovo stesso scriveva nell’introduzione al volume “Venga a camminare con noi”, che raccoglie varie omelie pubblicate per i dieci anni del suo episcopato: “Nella vita di un Vescovo camminare è lo stile dell’essere pastore con la gente e in mezzo ad essa… [Nel corso di questi anni] ho incontrato persone che non sempre condividevano fino in fondo la fede e l’esperienza cristiana. Con tutti però ho condiviso passi di amicizia e di solidarietà… il mio desiderio più grande: camminare insieme e annunciare con gioia la bellezza dell’incontro con Gesù, per essere Chiesa accogliente, casa per tutti.”
Le nove domande rivolte al Vescovo eletto durante la liturgia di ordinazione episcopale mettono in fila tutti gli impegni che sta per assumersi: predicare il Vangelo, custodire la fede della Chiesa, obbedire al Papa, curare il popolo di Dio con amore di padre, sempre accogliente verso poveri e bisognosi, andare a cercare le pecore smarrite, pregare senza mai stancarsi per il popolo santo. Senza tener conto, poi, di problemi e questioni che quotidianamente giungono al Vescovo da ogni parte della Diocesi e che vorrebbero da lui soluzioni pronte e preferibilmente indolori.
Veramente estenuante ed impossibile per ogni uomo normale – sarebbe da dire – se non fosse che proprio il Vescovo può contare su questa nostra Chiesa, fatta di uomini e donne, di preti e di diaconi, di consacrati e di consacrate, sensibili e disponibili, che pur nelle loro fatiche condividono la sete di vangelo e di fraternità, tengono accesa la fiamma della fede nelle comunità e ogni giorno nella celebrazione eucaristica pregano oltre che per il Papa e per il popolo santo di Dio, proprio per lui.
Vogliamo manifestargli tutto ciò coralmente nella concelebrazione eucaristica del 26 marzo, giorno esatto del suo anniversario, alle 20.30, nel Duomo Concattedrale di San Marco Evangelista in Pordenone.
Questa ricorrenza del quindicesimo anno di episcopato possa essere una significativa occasione per manifestare la gratitudine al Signore per la vita e il ministero del Vescovo Giuseppe e per ribadire a lui il nostro affetto e il nostro sostegno in quella paternità bella e impegnativa alla quale il Signore lo ha chiamato nel servizio episcopale a questa nostra Chiesa di Concordia-Pordenone.
Don Roberto Tondato
Vicario generale