Vicenza omaggia S.E. mons Nonis attraverso le sue raccolte. Inaugurazione il 31 gennaio

Come mai la Diocesi tramite il Museo propone una mostra sulle collezioni di Mons. Pietro Nonis, tra l’altro sempre esposte nella struttura e molto visitate sia da scolaresche che da gruppi e singoli visitatori durante tutto l’anno?
L’origine parte da Pordenone che, nell’ambito dell’iniziativa giubilare delle diocesi del Triveneto ”Nel tuo nome. L’arte parla di comunità” (una collaborazione tra musei, archivi e biblioteche), ha allestito la mostra “Pietro Giacomo Nonis: nella realtà, nella fede, nell’arte”. Vicenza, invece, ha proposto nel battistero del duomo cittadino una mostra dal titolo “Rigenerati nella speranza. L’antico fonte battesimale della Cattedrale”.
La manifestazione pordenonese ha ospitato in un’unica esposizione pezzi provenienti da varie collezioni di Nonis e conservati in sedi museali differenti o in raccolte private, per cui la diocesi di Vicenza ha colto l’occasione di proporre la manifestazione anche qui, per permettere una visione globale degli ambiti d’interesse del vescovo collezionista.

INAUGURAZIONE
L’inaugurazione, aperta a tutti, avverrà sabato 31 gennaio alle 11 nel salone del Museo Diocesano alla presenza del Vescovo, del Sindaco di Vicenza e di molti amici che l’hanno conosciuto. Grazie al contributo della Banca delle Terre Venete e di alcuni benefattori, si potranno ammirare tra l’altro alcuni pezzi selezionati, per i quali si indicheranno luoghi e istituti di conservazione di raccolte intere. Basti pensare alla presenza del quadro di Ribera, Sant’Antonio da Padova, dal Museo Antoniano di Padova; del dipinto Madonna con Bambino del Carneo, dal Museo Diocesano di Pordenone; di fossili di rettili, dal Museo naturalistico del Seminario di Vicenza; di Ritratti di donne, litografie di Pietro Annigoni, dalla sede della Fondazione Nonis; di manufatti provenienti da Etiopia, Thailandia, Sud America e Africa, dal Museo Diocesano Vicenza; di un modello di nave, dal Museo Marinai d’Italia di Verona; di alcune campane, dal Museo Veneto delle Campane di Montegalda; di un piviale in seta ricamata del ’700, dalla Cattedrale di Vicenza.
Ma questa mostra, come scrive il vescovo Mons. Brugnotto, vuole essere anche un “atto di gratitudine al Signore per il ministero del mio venerato Predecessore e vuole essere una proposta pastorale per la nostra Chiesa di Vicenza: attraverso l’arte, gli oggetti e le memorie qui raccolte, desideriamo aiutare i visitatori a riconoscere come il Vangelo prenda forma nella storia concreta degli uomini e dei popoli”.
D’altra parte, aggiunge Mons. Pellegrini vescovo di Pordenone, il suo interesse per l’arte etnografica e per le espressioni culturali di popoli lontani rivela una dimensione ulteriormente significativa del suo pensiero: la convinzione che la conoscenza dell’altro sia condizione necessaria per il dialogo e per la pace.
La mostra dedicata alle collezioni di mons. Nonis, commenta a sua volta il sindaco Possamai, rappresenta per Vicenza un’importante occasione per rendere omaggio a un vescovo che seppe essere guida non solo della comunità religiosa, ma anche di una più ampia comunità civile, che ne apprezzò la profonda cultura, la passione per la storia e l’arte, e, non ultimo, l’amore autentico per la nostra terra.
Il valore peculiare delle raccolte, scrive la dott.sa Cafà direttrice dei Musei Civici di Vicenza, sta nel patrimonio che continua a parlare, formare, generare relazioni, curiosità e rispetto. Custodire le opere raccolte da Nonis significa riconoscere l’intuizione di un uomo che, attraverso gli oggetti, cercava la persona, e che nella diversità delle culture vedeva non distanza ma possibilità di dialogo.
Mons. Brugnotto indica “questa Mostra come la prima esposizione dell’Anno Giubilare Mariano in onore della Madonna di Monte Berico in occasione dei 600 anni dalle apparizioni. Non solo evento culturale, ma sosta di preghiera. Non a caso, Pietro Nonis è stato l’unico vescovo berico che abbia voluto rappresentare l’effigie della Madonna di Monte Berico nel proprio stemma episcopale, con il motto Sub tuum praesidium. Con questo spirito, desideriamo che ogni visitatore possa sentirsi pellegrino, accolto da Maria, guidato dalla testimonianza del vescovo Nonis”.
Don Antonio Marangon