Veneto Orientale
Almerino Trevisan: l’unico centenario maschio del comune di San Michele la Tagliamento
Tondi, tondi, sono giunti i 100. Almerino Trevisan ha spento “un centone” (cento candeline), per ricordare che è giunto ad un grande traguardo della sua vita, che sicuramente non si esaurirà qui, ma (grassie a la salut) e a un disegno che il nostro Padre dal Cielo, l’ha già messo in cantiere.
L’unico uomo in tutto il Comune di San Michele al Tagliamento, (le altre persone centenarie risultano solo donne) Almerino, intrepido guerriero, che alla sua veneranda età, non trascura l’officina meccanica da lui fondata in quel di Cesarolo, paese che lo ha visto nascere il 25 novembre 1925, che lo ha visto sposo il 10 settembre 1951, che ora lo sta vedendo nonno e bisnonno.
Grande lavoratore, mai stanco del suo lavoro: onestà e impegno di una vita dedicata alla famiglia e al suo bene, Almerino ha vissuto negli anni, la bellezza di una serenità che ha condiviso con la moglie Giulia, con i figli Daniele e Carla, la nuora Franca, la nipote Martina e ora con l’ultima arrivata, la pronipote Carmela (4 anni). Le ha provate tutte Almerino, da tutti conosciuto con il soprannome (Mimi Asso). Quest’ultimo glielo ha imposto suo padre che si chiamava Alessio, sia a lui che al fratello Nino, mentre la sorella, da tutti era chiamata “Gigiuta Trevisana”. Il periodo più brutto della sua vita, Almerino Trevisan , detto “Mimi Asso”, lo sperimentò. nella seconda guerra mondiale, quando nel 1943 venne arruolato nell’aeronautica, adibito a diversi lavori, fino al suo rientro a casa a Cesarolo,a piedi dall’Austria, dopo otto giorni di cammino.
La sua passione per la meccanica la dimostrò alle dipendenze di “Toni Crustin”, meccanico di San Michele al Tagliamento. Successivamente aprì a Cesarolo la prima officina meccanica in paese, che ora è stata presa in consegna dal figlio Daniele. Una grande festa è stata vissuta a Cesarolo, dove tutta la comunità si è stretta in un grande abbraccio a Almerino, esprimendo al “centenario”, gli auguri più belli di un’esistenza felice per tanti anni ancora, assieme a quelli del sindaco Flavio Maurutto, del presidente del consiglio comunale Sergio Bornancin e del parroco don Alberto Della Bianca.
Franco Romanin