Anzil su Le Giornate del Cinema muto di Pordenone

Il vicegovernatore Mario Anzil al microfono

Le Giornate del cinema muto rappresentano un fiore all’occhiello dell’offerta culturale del Friuli Venezia Giulia: è un appuntamento di riconosciuta importanza mondiale, frutto di un’intuizione coltivata e sviluppata dal 1982 a oggi, che ha anticipato il ruolo propulsivo di Pordenone come motore di iniziative di grande originalità e successo, ruolo che meritatamente è stato suggellato dalla conquista della Capitale della cultura italiana per il 2027″. È la riflessione del vicegovernatore Mario Anzil all’apertura della rassegna cinematografica nel capoluogo della Destra Tagliamento.

“Le Giornate del cinema muto sono perfettamente incardinate nello spirito dell’accompagnamento culturale promosso dalla Regione e nell’idea guida di un Friuli Venezia Giulia che sa riconoscere il suo ruolo di frontiera consapevole e aperta, dilatata nel tempo e nello spazio, capace di tradurre la propria ricchezza di estrazioni, di tradizioni, di lingue e di paesaggi antropici e geografici in capacità di interpretazione e di dialogo su contesti internazionali”, così Anzil. “La rassegna di Pordenone sconfina sul mappamondo e nell’orologio della storia: ci riporta alle origini della celluloide, spaziando dall’America al Giappone attraverso le feconde inquietudini della Germania di Weimar. È un compito vertiginosamente bello – ha osservato il vicegovernatore – che questa rassegna e il suo vasto background possono permettersi di assolvere e che la Regione sostiene con grande convinzione”.

Anzil ha voluto concludere suggerendo al pubblico un’emozione: “Socchiudendo un poco gli occhi, ma non troppo, queste Giornate ci regalano un viaggio nel tempo, in una Pordenone bella di tanti anni fa, che non c’è più, o forse no… gli spettatori di allora se ne sono andati tutti, anche quelli che sono rimasti, o forse no, forse qualcuno è tornato stasera per l’occasione e si siede tra noi…”