Regione FVG
400 volontari all’incontro Protezione civile
“Abbiamo voluto fortemente queste occasioni di confronto nell’ambito delle commemorazioni per i cinquant’anni dal terremoto. Tutto ciò che vediamo oggi sabato 3 ottobre — un’organizzazione altamente strutturata e ingegnerizzata — è figlio di quella storia: se non ci fosse stata quella vicenda, questo grande sistema capace di unire le componenti dello Stato e delle Regioni probabilmente non sarebbe nato”.
Lo ha detto oggi a Portis (Venzone) l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi in occasione del Raduno Interregionale del volontariato di Protezione civile del Nord Italia che comprende un’esercitazione, con la simulazione di un evento sismico, che vede la collaborazione attiva tra volontari regionali, organizzazioni specialistiche e delegazioni ospiti, unendo l’addestramento pratico a momenti di formazione e confronto tecnico.
Nel dettaglio la manovra gestisce la risposta all’emergenza attraverso quattro interventi chiave: la ricerca e il soccorso ad Osoppo (anche con unità cinofile), l’assistenza sanitaria e la gestione della popolazione a Gemona del Friuli e la salvaguardia dei beni culturali tra Artegna, Buja e Majano.
Come ha spiegato il rappresentante della Giunta, questa due giorni rappresenta inoltre un’opportunità per testare nuove tecnologie e nuovi scenari d’intervento. Nei diversi teatri operativi affrontiamo temi quali il recupero dei beni culturali e la risposta alle disabilità, elementi che vanno ben oltre la sola gestione strutturale dell’evento emergenziale.
“Sono presenti- ha affermato Riccardi – tutte le organizzazioni della Protezione civile, dal Dipartimento nazionale a numerose Regioni, fino ai volontari provenienti da Slovenia e Austria. Si tratta di un’iniziativa di ampio respiro territoriale e multidisciplinare, per noi particolarmente importante, perché la frontiera della conoscenza non si ferma mai”.
Infine, l’assessore ha evidenziato che si registra la presenza di circa 400 volontari, la metà dei quali provenienti da fuori regione. “È una partecipazione rilevante – ha concluso – che ci inorgoglisce e per la quale siamo grati a tutti coloro che hanno scelto di venire in Friuli per contribuire a perfezionare un sistema molto solido e resiliente, ma che conserva ancora ampi spazi di crescita”.