Scuola, formazione, università
Spilimbergo: ha preso il via l’anno scolastico dei Mosaicisti
Ha preso avvio stamattina, lunedì 28 settembre 2026, il 106° anno formativo della Scuola Mosaicisti del Friuli.
Come di consueto si è aperto con una cerimonia inaugurale presso la Chiesa dei Santi Giuseppe e Pantaleone, luogo simbolico della cittadina di Spilimbergo che conserva tra l’altro una Via Crucis, a mosaico, degli anni Sessanta e all’esterno la più recente opera, del 1999, Le litanie della Vergine, su disegno di Mario Deluigi, entrambe realizzate dalla Scuola Mosaicisti del Friuli.
Oltre a tutti gli allievi, ai docenti e al personale amministrativo della Scuola, hanno voluto essere presenti diversi esponenti degli Enti che compongono il Consorzio per la Scuola Mosaicisti del Friuli, rappresentanti della Direzione regionale lavoro, formazione, istruzione e famiglia, personalità dell’arte e della cultura di Spilimbergo, storici maestri mosaicisti passati in gioventù sui banchi della Scuola poi diventati imprenditori nel settore musivo.
La cerimonia si è aperta con le parole del presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, Stefano Lovison, che nel salutare gli intervenuti, ha voluto in particolare rivolgersi agli allievi dando loro il benvenuto e ricordando come la Scuola sia composta da una squadra di persone che lavorano assieme per far sì che sempre alta sia la qualità del percorso formativo offerto.
Anche il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli ha portato il suo saluto agli allievi, augurando un anno di conquiste e soddisfazioni, e poi don Giorgio Bortolotto ha spronato i giovani ad essere curiosi e appassionati.
Il direttore della Scuola Mosaicisti del Friuli, Gian Piero Brovedani ha presentato il gruppo docente, tratteggiando le varie discipline di studio e le competenze via via da acquisire nel triennale percorso di alta formazione professionale per Maestro Mosaicista. Un profilo artigianale – artistico, un professionista nell’arte del mosaico che attrae molti giovani in tutto il mondo: sono infatti al completo i posti disponibili per il primo corso a.f. 2026/2027, con allievi provenienti da diverse parti d’Italia, ma anche dalla Francia, dalla Germania, dal Belgio, dalla Polonia, dalla Russia, dalla Tunisia, dal Libano, dallo Sri Lanka.
Nella totalità gli allievi che oggi iniziano il 106° anno formativo della Scuola Mosaicisti del Friuli, sono suddivisi in tre corsi del percorso professionalizzante, a cui si aggiunge anche il corso di perfezionamento dedicato ad alcuni allievi qualificati Maestri Mosaicisti lo scorso anno. Scorrendo i loro nomi si evince l’internazionalità della Scuola. Il 46 % degli allievi proviene dall’estero, di questi il 27% è cittadino europeo. Arrivano da Germania, Francia, Polonia, Romania, Ungheria, Belgio, Moldavia e poi ancora dalla Russia, dal Regno Unito, dall’Australia, dal Vietnam, dall’Egitto, dalla Siria, dall’Iran, dalle già citate Tunisia e Sri Lanka.
Ci sono ovviamente anche allievi italiani: più della metà è residente in regione Friuli Venezia Giulia e in passato si è innamorato del mosaico visitando la Scuola con la propria famiglia o in gita scolastica. Gli allievi apprendono con eguale impegno tutti gli stili dell’arte musiva: il romano, il bizantino, il moderno –rovescio su carta, il contemporaneo, ma anche le tecniche del terrazzo, delle pavimentazioni in seminato, delle messe in opera e delle pose, delle finiture, a queste lezioni laboratoriali si affianca lo studio di materie teoriche necessarie per l’ideazione e la progettazione delle opere musive: disegno e teoria del colore, computer grafica, geometria applicata, storia del mosaico, tecnologia dei materiali, modellazione digitale, documentazione e valorizzazione. Si tratta di un’articolata proposta formativa messa a punto nel corso degli anni e in continua evoluzione in base alle esigenze estetiche e alle richieste del mercato del lavoro che permette di qualificare professionisti artigiani con tutte le competenze necessarie per entrare direttamente, come dimostrano le statistiche, nell’attività produttiva di avviati laboratori d’arte musiva in Italia e all’estero.
Quest’anno una novità affianca il percorso formativo professionalizzante per Maestro Mosaicista. Alla cerimonia infatti erano presenti anche la decina di partecipanti al primo Corso biennale per Tecnico del Restauro dei Beni Culturali – settore dei materiali lapidei, musivi e derivati che trova sede proprio alla Scuola Mosaicisti del Friuli. Provenienti da licei artistici della regione, o da ambiti universitari umanistici, alcuni degli aspiranti “restauratori” sono stati ex allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli e ritornano ora per dare alla loro professione di Maestro Mosaicista una specificità connessa al ripristino e alla salvaguardia di opere lapidee e a mosaico. Il corso, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, prepara infatti una figura di tecnico specializzato riconosciuto a livello nazionale e con un proprio albo gestito dal Ministero della Cultura. Il tecnico del restauro è in grado di intervenire nei contesti di conservazione, manutenzione e restauro, applica metodologie e tecniche appropriate, esegue interventi preventivi e curativi su opere musive e lapidee, partendo dallo studio preliminare del bene e dall’analisi del suo contesto storico-artistico e conservativo. Già con calendario in mano gli allievi del corso di restauro si preparano alle lezioni teoriche e laboratoriali che si svolgeranno alla Scuola, per poi a primavera spostarsi per un periodo di stage, ben un terzo del complessivo corso, nei cantieri archeologici di Aquileia, grazie alla stretta collaborazione con la Fondazione Aquileia.
A terminare la cerimonia è stata la consegna di due premi, generosamente offerti da Marco e Nicoletta Donà, rappresentanti e titolari della storica Vetreria Artistica Mario Donà & Figli, nata a Venezia ed approdata per volere di Mario Donà negli anni Novanta a Spilimbergo. Sono stati premiati due allievi che si sono distinti per merito e passione, Giulia Rossi e Jacopo Besseghini, e che iniziano il loro ultimo anno con questo premio: un buono spesa di 500 euro cadauno che gli consentirà di assicurarsi dei materiali per mosaico, i preziosi smalti veneziani, prodotti dalla ditta Donà.
Questo 2026/2027 si preannuncia dunque un anno formativo ricco e articolato che vedrà una novantina di allievi animare i laboratori della Scuola.
Come sempre comunque la Scuola Mosaicisti del Friuli sarà aperta a chi voglia sapere di più su ciò che vi si insegna e vi si impara, a chi voglia osservare il metodo di un apprendimento che si basa sull’esperienza diretta, sull’importanza del fare artigianale, unico, irripetibile, di qualità, a chi sia curioso di capire come docenti e allievi interagiscano sviluppando assieme i progetti, e soprattutto a chi voglia vedere come il mosaico sia un’esperienza per costruire relazioni e amicizie nel nome di rispetto e multiculturalità.