Arte e mostre
Pordenone: inaugurata la mostra “Psichiatria e diritti umani”
Ripercorrere quattro secoli di pratiche psichiatriche per riportare al centro del dibattito pubblico un tema imprescindibile: la tutela della dignità umana e il rispetto dei diritti fondamentali nell’ambito della salute mentale. Con questo obiettivo è stata inaugurata ieri, presso il Palace Hotel Moderno di Viale F. Martelli 1, la mostra internazionale documentario-fotografica “Psichiatria e Diritti Umani”. Promossa dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ODV (CCDU ODV), l’esposizione propone un viaggio storico-critico dal Settecento all’epoca contemporanea, avvalendosi di rari filmati multilingue, documenti d’archivio e fotografie d’epoca per sensibilizzare la cittadinanza verso un approccio che tuteli la dignità della persona.
L’intervento di Amadou Baldè (A.C.I.U.)
All’inaugurazione è intervenuto Amadou Baldè, Presidente dell’Associazione Culturale Islamica Uguaglianza (A.C.I.U.), che ha ricordato la necessità di equilibrare tutela e rispetto della libertà individuale:
«Non possiamo, in nome della libertà, lasciare sola una persona che soffre e ha bisogno di aiuto. Ma non possiamo neppure, in nome della cura, cancellare la sua volontà, la sua voce e la sua dignità. Il diritto alla cura e il diritto alla libertà non devono diventare nemici. La vera sfida è costruire una cura che protegga senza imprigionare, che intervenga senza dominare, che accompagni senza sostituirsi completamente alla persona.»
Contenzione, sedazione e diritti: il nodo aperto della salute mentale
Oltre alla ricostruzione storica, la mostra si configura come un vero e proprio strumento informativo ed educativo. Attraverso il percorso espositivo, il CCDU intende dare voce alle numerose segnalazioni giunte da cittadini e familiari che denunciano il ricorso alla contenzione meccanica e alla sedazione farmacologica forzata in diverse strutture: pratiche che mettono a rischio il principio del consenso informato e l’integrità fisica e psicologica del paziente. Secondo gli organizzatori, sebbene i diritti umani siano tutelati dalla Costituzione Italiana (a partire dall’Articolo 32), dalla Dichiarazione Universale dell’ONU e dalla Convenzione Europea, la loro presenza formale sulla carta non ne assicura automaticamente il rispetto quotidiano. Da qui l’appello ad “agire dal basso” per mantenere viva la vigilanza civile. Un tema che trova riscontro anche nell’evoluzione legislativa del Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).