La Fita a San Vito esplora il cinema muto

Il Teatro incontra il Cinema muto attraverso i giovani, la formazione e la sperimentazione. È questo il filo conduttore delle iniziative che nei prossimi giorni animeranno San Vito al Tagliamento, promosse dal Comitato Regionale FITA Friuli Venezia Giulia e, per la serata del 26 settembre, dal Comitato Provinciale di Pordenone della FITA, in collaborazione con il Comune di San Vito al Tagliamento.
Dal 20 al 26 settembre il Comitato Regionale FITA Friuli Venezia Giulia porta a San Vito al Tagliamento due percorsi formativi dedicati ai giovani: “Corpo in scena”, l’Accademia del Teatro Italiano della FITA, e “Quando il cinema suona”, laboratorio rivolto ai ragazzi del territorio, realizzati in collaborazione con il Comitato Provinciale di Pordenone della FITA, Cinemazero e il contributo della Fondazione Friuli.
Il 26 settembre il Comitato Provinciale di Pordenone della FITA propone inoltre una serata aperta al pubblico dedicata al rapporto tra teatro e cinema delle origini. L’appuntamento è in programma alle ore 21 all’Auditorium Zotti di San Vito al Tagliamento.

«Siamo particolarmente felici di accogliere a San Vito al Tagliamento un progetto che punta sui giovani e che fa della formazione, della creatività e della sperimentazione i suoi elementi fondamentali – ha spiegato l’assessore comunale al Futuro, Giulia Napoli, affiancata dall’assessore Andrea Bruscia – ospitare ragazzi provenienti da diverse regioni d’Italia e, allo stesso tempo, coinvolgere i giovani del nostro territorio rappresenta una preziosa occasione di incontro, confronto e crescita. “Corpo in scena” e “Quando il cinema suona” dimostrano quanto sia importante offrire alle nuove generazioni esperienze capaci di avvicinarle alla cultura attraverso linguaggi diversi: il teatro, il cinema, il corpo, la musica e le nuove tecnologie. Linguaggi che dialogano tra loro e diventano strumenti attraverso i quali i ragazzi possono esprimersi, mettersi alla prova e scoprire nuove forme di comunicazione.
Credo inoltre che il teatro abbia un valore educativo particolarmente importante e prezioso: interpretare un personaggio significa, in qualche modo, provare a mettersi nei panni di qualcun altro, comprenderne emozioni, fragilità, motivazioni e punti di vista. È un esercizio che aiuta a sviluppare empatia e capacità di ascolto, qualità di cui abbiamo sempre più bisogno in una società nella quale spesso si tende a giudicare prima ancora di cercare di comprendere. Ed è forse questo uno degli insegnamenti più attuali che possiamo offrire ai nostri giovani.
Come Amministrazione crediamo molto nel valore di iniziative come questa, che trasformano il nostro territorio in un luogo di formazione e di scambio e permettono ai giovani non soltanto di essere spettatori, ma di diventare protagonisti attivi della vita culturale della comunità».

«Con questo progetto abbiamo voluto creare un’occasione di incontro tra il teatro e il cinema muto, mettendo al centro i giovani, la formazione e la sperimentazione – spiega Franco Segatto, presidente regionale FITA Friuli Venezia Giulia – è un percorso che nasce dalla volontà della FITA di valorizzare la formazione teatrale e di aprirla al confronto con altri linguaggi artistici. Il lavoro sul corpo, sul gesto, sulla musica e sulle immagini offre ai partecipanti nuovi strumenti espressivi e permette di riscoprire il forte legame tra teatro e cinema delle origini. Il Comitato Provinciale di Pordenone della FITA propone inoltre, il 26 settembre, una serata aperta al pubblico dedicata al rapporto tra teatro e cinema muto, un’occasione per avvicinare il pubblico alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. A questo evento prenderanno parte anche i giovani che si sono misurati nel percorso accademico».

I DUE PERCORSI FORMATIVI. Al centro delle iniziative del Comitato Regionale FITA Friuli Venezia Giulia spiccano “Corpo in scena”, l’Accademia del Teatro Italiano della FITA, e “Quando il cinema suona”, laboratorio rivolto ai ragazzi del territorio. Due esperienze diverse, ma accomunate dalla volontà di esplorare il linguaggio del cinema muto attraverso il corpo, il gesto, le immagini e il suono.
L’Accademia del Teatro Italiano della FITA si svolgerà dal 20 al 26 settembre, a San Vito al Tagliamento. Si tratta di un corso intensivo che ogni anno viene organizzato dalla FITA Nazionale in una regione diversa e che quest’anno approda in Friuli Venezia Giulia, con l’organizzazione affidata al Comitato Regionale FITA Friuli Venezia Giulia. Il percorso è riservato a giovani tra i 18 e i 25 anni e coinvolgerà 14 ragazzi, sette ragazze e sette ragazzi, provenienti da 14 regioni italiane, selezionati dai rispettivi Comitati regionali.
Per una settimana i partecipanti saranno impegnati in “Corpo in scena”, percorso condotto da Flavio D’Andrea e Paolo Antonio D’Andrea, che mette al centro l’espressività fisica e il linguaggio del cinema muto. Il lavoro alternerà formazione teorica e pratica: dalla conoscenza delle origini del cinema e dei suoi principali codici espressivi all’esplorazione del corpo, del respiro, della postura, dello spazio e del gesto, fino alla costruzione di un vero e proprio vocabolario fisico. Particolare attenzione sarà dedicata alla figura di Charlie Chaplin e alla straordinaria capacità del cinema muto di raccontare attraverso immagini e movimento.
Accanto all’Accademia si svilupperà “Quando il cinema suona”, laboratorio rivolto ai giovani del Sanvitese e dedicato alla musicazione e alla sonorizzazione di corti del cinema muto. Il percorso formativo, realizzato in collaborazione con il Comitato Provinciale di Pordenone della FITA, è intitolato a Simonetta Vallone, prematuramente scomparsa, per molti anni alla guida della compagnia Passe-partout Teatro di Porcia e particolarmente impegnata nella formazione teatrale e nella didattica rivolta ai ragazzi. Il percorso, curato da Paolo D’Andrea di Cinemazero e Andrea Posocco, permetterà ai partecipanti di sperimentare il rapporto tra immagini e suono, attraverso la ritmica, le percussioni, la composizione musicale e l’utilizzo delle tecnologie di registrazione e dei software di produzione. L’obiettivo è fornire gli strumenti di base per comprendere come il suono possa diventare parte integrante della narrazione cinematografica, stimolando al tempo stesso creatività e sperimentazione.

I due percorsi nascono dalla volontà di mettere in relazione teatro e cinema muto, individuando un comune asse linguistico ed espressivo nella centralità del gesto e della comunicazione non verbale. Nel cinema delle origini l’azione, la mimica e la composizione visiva erano fondamentali per costruire la narrazione; nel teatro, invece, è il corpo dell’attore a diventare il principale veicolo di emozioni e significati.

TEATRO E CINEMA MUTO. Il Comitato Provinciale di Pordenone della FITA, in collaborazione con Cinemazero propone una serata aperta al pubblico dedicata al rapporto tra teatro e cinema muto. L’appuntamento è sabato 26 settembre alle ore 21, all’Auditorium Zotti di San Vito al Tagliamento, con ingresso libero.
La serata, realizzata grazie al contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, si inserisce nel percorso di avvicinamento alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, la manifestazione internazionale dedicata alla riscoperta e allo studio del cinema delle origini.
L’appuntamento sarà dedicato al dialogo tra le due forme d’arte. Ad aprire la serata sarà Flavio D’Andrea, performer, drammaturgo e pedagogo attivo tra danza, teatro e circo contemporaneo, che attraverso una breve intervista approfondirà le connessioni tra teatro e cinema muto.
Seguirà l’intervento di Paolo D’Andrea, formatore di Cinemazero, che proporrà una breve introduzione storica sul cinema muto e sul rapporto con il teatro.
All’interno della serata troverà spazio anche una breve performance teatrale dei giovani partecipanti all’Accademia del Teatro Italiano della FITA, frutto del lavoro sviluppato durante il percorso formativo. La seconda parte della serata sarà dedicata al cinema, con la proiezione di due celebri cortometraggi: “The Immigrant” (Charlot emigrante, 1917), con Charlie Chaplin, e “Duck Soup” (Zuppa d’anatra, 1927), con Stan Laurel e Oliver Hardy. A rendere ancora più suggestiva la proiezione sarà l’esecuzione dal vivo delle musiche da parte della Zerorchestra.
Una serata che vuole diventare un ideale passaggio dal gesto teatrale vivo all’immagine filmica, per riscoprire le origini dell’espressione scenica e riflettere sull’evoluzione dei linguaggi della rappresentazione.

L’obiettivo è avvicinare il pubblico alle connessioni tra le diverse arti performative e visive – teatro, cinema, mimo, clownerie e musica – offrendo un’occasione per approfondirne i linguaggi e, allo stesso tempo, promuovendo le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, in programma dal 3 al 10 ottobre.