Chiesa
Ascoltare Leggere Crescere: il 30 in concattedrale a Pordenone il vescovo del Sud Sudan Carlassarre
Il 30 settembre, alle ore 20.45 presso la Concattedrale San Marco avremo ospite p. Christian Carlassare, missionario comboniano, vescovo della diocesi di Bentiu in Sud Sudan.
P. Christian è stato già ospite da noi, dopo diversi mesi dall’attentato subito e dal quale si è miracolosamente salvato e poco prima di essere ordinato vescovo da Papa Francesco. In quell’occasione, tra le tante parole forti e coinvolgenti, ci disse che non avrebbe mai lasciato il suo popolo nonostante la sua vita fosse stata minacciata e probabilmente lo sarebbe stato ancora in futuro. Comunicò a Papa Francesco di accettare la sua missione da vescovo e così dopo poco venne ordinato e inviato in Sud Sudan presso la diocesi di Rumbek e poi, dove si trova attualmente, a Bentiu,
Sarà occasione per ritrovarlo, dopo diversi anni, non solo per ascoltare i suoi racconti missionari da vescovo in Africa ma anche per conoscere meglio il dramma umano che si sta consumando in queste due terre Sudan e Sud Sudan nella totale indifferenza mondiale. Si tratta di una crisi umanitaria enorme e sanguinosa che ha già ucciso milioni di persone e genera milioni di profughi che scappano da quella terra maledetta.
Sudan e Sud Sudan non sono però la stessa cosa anche se certamente la seconda risente parecchio della guerra in Sudan che è in corso dal 2023 quando uno scontro interno tra due fazioni militari ha fatto precipitare il Paese in una delle catastrofi umanitarie più gravi al mondo.
Provando a dare uno sguardo molto generale e sintetico possiamo dire che il conflitto nasce dalla lotta per il controllo del potere politico ed economico tra due figure chiave dell’apparato militare sudanese: il SAF (Sudanese Armed Forces) ovvero l’esercito regolare guidato dal generale Abdel Fattah al-Burhan e il RSF (Rapid Support Forces), una potente milizia paramilitare comandata da Mohamed Hamdan Dagalo. Dopo la caduta del dittatore Omar al-Bashir nel 2019 e il successivo colpo di Stato del 2021, la transizione verso un governo civile si è interrotta violentemente. Le tensioni sull’integrazione delle RSF nell’esercito nazionale e il controllo delle risorse strategiche del Paese (tra cui le miniere d’oro) sono sfociate in combattimenti ad aperto campo a Khartoum, estendendosi poi a tutto il territorio.
Tutto questo ha avviato degli scontri, concentrati nella capitale e nelle regioni del Darfur, del Kordofan e dell’Al-Jazirah, che hanno causato perdite incalcolabili tra la popolazione civile: stime di inviati speciali ONU, e di varie organizzazioni umanitarie indicano un totale che oscilla tra le 62.000 e le 150.000 vittime complessive. Ma non solo, si stimano che oltre 10 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, rendendo questa la più grande emergenza di sfollamento a livello globale. Parecchie organizzazioni internazionali, come Medici senza Frontiere, denunciano abitualmente crimini di guerra, violenze sessuali sistematiche e pulizia etnica mirata contro le popolazioni non arabe nel Darfur.
Il Sud Sudan subisce in modo diretto tutte le conseguenze di questa guerra. Più di un milione di persone — tra rifugiati sudanesi in fuga e rimpatriati sud-sudanesi — sono varcati al confine meridionale per cercare riparo. Le zone di transito al confine (come la città di Renk) sono collassate per sovraffollamento. Il Blocco o il danneggiamento degli oleodotti che attraversano il Sudan verso il Mar Rosso ha paralizzato l’esportazione di petrolio, la principale fonte di entrate statali del Sud Sudan, precipitando il Paese in un’inflazione galoppante.
I numeri dell’emergenza in Sud Sudan sono drammatici, alimentati da una combinazione di fattori antropici e naturali. Fame ed insicurezza alimentare: oltre due terzi della popolazione (più di 10 milioni di persone) dipendono dagli aiuti umanitari internazionali per sopravvivere. Vittime del clima: Il Sud Sudan è in prima linea nella crisi climatica, alternando devastanti inondazioni durante la stagione delle piogge a lunghi periodi di siccità che distruggono i raccolti e la sussistenza delle comunità contadine. Epidemie: Il collasso del sistema sanitario e la carenza di acqua potabile hanno provocato diffuse epidemie, inclusa una grave emergenza di colera nei centri d’accoglienza e lungo i fiumi principali.
Questo e molto altro sarà il tema che tratteremo ad inizio del mese dell’ottobre missionario insieme al Vescovo Carlassare. Vi aspettiamo numerosi.
Alex Zappalà