Tiezzo, il 23 giugno: Toni Capuozzo sul terremoto del ’76

Tornano anche nel 2026 gli incontri di “Pagina 100”, il contenitore culturale promosso dall’Assessorato alla Cultura di Azzano Decimo e dedicato agli autori e alla lettura come occasioni di riflessione su temi di ampio respiro. Il primo appuntamento dell’anno si inserisce nella cornice del cinquantenario del terremoto che nel 1976 colpì il Friuli: martedì 23 giugno alle ore 20.45, in piazza Garibaldi a Tiezzo, l’amministrazione comunale propone una serata evento a ingresso libero per fare memoria, riflettere e guardare al futuro, con un grande protagonista: il giornalista e scrittore Toni Capuozzo che presenterà il suo libro “Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli”.

“Il terremoto del 1976 — dichiara l’Assessore alla Cultura Alberto Locatelli — è la data in cui l’Italia e il mondo hanno scoperto chi erano i friulani: una comunità che sapeva già di poter contare su sé stessa e che ha trasformato la più grande ferita della sua storia nel suo più grande progetto collettivo. Da quella ricostruzione, fatta “prima di fabbriche, poi di case, poi di chiese” sono nati un modello che il mondo ci riconosce ancora oggi, la Protezione Civile, e un’idea di autonomia fondata sulla responsabilità. Il cinquantenario ci chiede qualcosa di più della commemorazione: ci chiede di consegnare alle nuove generazioni l’eredità vera di quella stagione, la consapevolezza che una comunità si misura da come si rialza. Ascoltare questo racconto da Toni Capuozzo, che del Friuli conosce le pieghe e le voci, significa farlo con il rigore del cronista e con l’affetto di chi a quella terra appartiene. Ringrazio in particolare la Parrocchia San Martino Vescovo di Tiezzo, che ha messo a disposizione gli spazi e ci ha affiancato nell’organizzazione della serata.”

Con la sua voce inconfondibile, la sua innata capacità narrativa e il talento che ne ha fatto uno dei migliori giornalisti italiani, Capuozzo accompagnerà il pubblico nel racconto di quei cinquantanove secondi che hanno cambiato per sempre la storia di una terra: le vite di chi quella sera rimase intrappolato dalle macerie o da un trauma indelebile, ma anche di chi trovò la forza di rialzarsi scandendo “Fasìn di bessôi” (facciamo da soli), ricostruendo tutto daccapo e sconfiggendo l’Orcolat, il mostro della tradizione popolare che ha scosso la terra ma non l’anima del Friuli.

Il nome della rassegna deriva da una consuetudine della Biblioteca comunale: quando un libro entra a far parte del patrimonio, il timbro viene apposto alla pagina numero cento. La serata, organizzata con il patrocinio e la collaborazione della Parrocchia San Martino Vescovo di Tiezzo, è inserita nel cartellone ufficiale delle celebrazioni del cinquantenario promosse dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (1976–2026). In caso di maltempo l’incontro si sposterà al coperto, presso la tensostruttura dell’Oratorio della Parrocchia di Tiezzo