Terremoto in Venezuela: appello dei vescovi, 28 giugno “giornata nazionale di preghiera e rete di solidarietà”

Volunteers search for possible victims in a collapsed building following twin earthquakes in Caraballeda, La Guaira state, some 40 km northeast of Caracas, on June 25, 2026. The death toll from twin quakes, measured at magnitudes 7.2 and 7.5, has risen to at least 188, with more than 1,520 others injured, top lawmaker Jorge Rodriguez reported, while residents continue searching for missing relatives. (Photo by Federico PARRA / AFP)

“Non siete soli: un popolo e una Chiesa camminano con voi”. È il cuore del messaggio della Presidenza della Conferenza episcopale venezuelana dopo i terremoti del 24 giugno, che hanno colpito soprattutto la regione centro-settentrionale del Paese, causando vittime, feriti e ingenti danni materiali.

I vescovi, esprimendo “profondo dolore ma con lo sguardo fermamente rivolto alla speranza cristiana”, parlano di una tragedia che “ha lasciato una scia di perdite umane e danni che rattristano e commuovono l’intera nazione”. Nel testo, rivolto “a tutto il Popolo di Dio e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”, i presuli elevano “ferventi preghiere al Padre delle misericordie per il riposo eterno dei defunti”, chiedendo “conforto per i familiari e pronta guarigione per i feriti”.

Particolare attenzione è rivolta alle aree più colpite, tra cui Caracas, La Guaira, Puerto Cabello, Morón e Tucacas, dove “dolore e incertezza si fanno sentire con maggiore intensità”. La Conferenza episcopale ha indetto una “Giornata nazionale di preghiera” per domenica 28 giugno, invitando diocesi, parrocchie e comunità a unirsi: “La preghiera condivisa sia balsamo che allevia le angosce e accende la speranza”. Accanto all’iniziativa spirituale, viene rilanciato anche l’impegno concreto: “La fede cristiana si rende viva attraverso le opere”. In comunione con Caritas Venezuela, è stata attivata una rete nazionale di solidarietà, con centri di raccolta nelle strutture ecclesiali per sostenere gli sfollati mediante beni di prima necessità e contributi economici. Nel messaggio, i vescovi esprimono gratitudine “alle Chiese sorelle, a Papa Leone XIV e alla comunità internazionale per la vicinanza” e riconoscono l’impegno “eroico” dei soccorritori e dei volontari. Il testo si conclude affidando la nazione alla protezione di Nostra Signora di Coromoto, perché “ci ottenga la forza necessaria per superare questa prova e ci mantenga uniti nell’amore fraterno”.

DR