Diocesi
Davide, Matteo e Michael sono sacerdoti
Tre nuovi sacerdoti per la Chiesa di Concordia-Pordenone: «Non siate funzionari, ma servitori degli ultimi» In un tempo segnato da profondi cambiamenti, venti di guerra e sofferenze, la Chiesa di Concordia-Pordenone vive un momento di straordinaria speranza. Sabato 6 giugno, la Cattedrale di Santo Stefano a Concordia Sagittaria ha accolto la solenne ordinazione presbiterale di tre giovani cresciuti nel Seminario diocesano: don Davide Cancian, don Matteo Pietrobon e don Michael Rossit. A presiedere la celebrazione, mediante l’imposizione delle mani e l’unzione crismale, è stato il Vescovo, S.E. Mons. Giuseppe Pellegrini. Presente anche il Vescovo di Modena, Nonantola e Carpi, S.E. mons. Erio Castellucci (che ha guidato i lavori del cammino sinodale della Chiesa italiana), quais tutto il clero diocesano e i diaconi. Una cattedrale gremita ha seguito con commozione e profondo raccoglimento la concelebrazione eucaristica, sostenuta dal coro della Cattedrale guidato dal maestro Michele Franco e accompagnato dall’organista Daniele Toffolo.
Nell’intensa omelia, il Vescovo Pellegrini ha ringraziato i tre novelli sacerdoti per il loro “Sì”, definendoli «segno della presenza del Signore e di forte speranza per l’umanità». Il presule ha offerto una profonda riflessione sul senso del ministero partendo dal Vangelo di Luca scelto dagli ordinandi: “Io sto in mezzo a voi come colui che serve”.
Mons. Pellegrini ha evidenziato il contrasto tra l’atteggiamento di Gesù, che si fa dono totale nell’Ultima Cena, e la discussione dei discepoli su chi fosse il più grande. «Gesù propone un capovolgimento di valori, lontano dalle logiche mondane del potere – ha sottolineato –. L’ordine sacerdotale non è una carriera di successo, ma una diaconia. Sarete veri presbiteri se saprete mettervi al servizio degli ultimi, con lo stile di Gesù, pronti a essere spezzati e donati per la vita della comunità».
Un passaggio cruciale è stato dedicato alla comunione tra i sacerdoti. Mons. Pellegrini ha rivolto un accorato appello al clero diocesano: «Custodite la fraternità presbiterale, l’anima del ministero. Siate custodi l’uno dell’altro! Senza una comunione reale e affettiva, il presbiterio rischia di ridursi a un insieme di funzionari isolati. Trovate il tempo per stare insieme, pregare e condividere la vita».
La celebrazione si è conclusa in un clima di grande festa e un passaggio in oratorio a Concordia. Don Davide, don Matteo e don Michael iniziano ora il loro cammino, sostenuti dalla Grazia e dall’abbraccio orante di tutta la diocesi. Don Davide nella Comunità pastorale di Azzano decimo, don Matteo in quella di Concordia e don Michael in quella di San Vito al Tagliamento: lo ha annunciato il vescovo stesso alla fine della solenne cerimonia di ordinazione.