Chiesa
Tre memorie: Egidio Bullesi a Barbana il 25 aprile, il 10 maggio p. Bernardino da Portogruaro e don Matteo Cattuzzo di San Vito
I VENERABILI EGIDIO ALL’ISOLA DI BARBANA SABATO 25 APRILE E BERNARDINO AL DUOMO DI PORTOGRUARO DOMENICA 10 MAGGIO. ANNIVERSARIO LO STESSO GIORNO DEL TERZIARIO DON MATTEO CATUZZO DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO
Sono tre le celebrazioni di francescani nostri “santi” che si tengono in questi giorni del tempo pasquale dell’Anno giubilare di San Francesco che vede una grande attenzione verso i messaggi di pace e fratellanza di cui il Serafico parla potentemente all’umanità, specie in quest’ora travagliata.
EGIDIO – Si ripete ogni anno a Barbana, Grado, la commemorazione di Egidio Bullesi, il venerabile giovane istriano morto in concetto di santità il 25 aprile 1929, legato alla nostra chiesa locale per i suoi due fratelli preti venuti esuli con i genitori da Pola (sono tutti sepolti a Ramuscello). Egidio visse convintamente la spiritualità dei figli di Francesco tanto da aderire nel 1920 al Terz’Ordine e da appassionare a lui i suoi amici. L’isola di Barbana è stata retta (fino al 2019) per ben 118 anni dai Frati Francescani, i quali hanno portato avanti il ricordo di Egidio e la causa di beatificazione: l’Ordine continua quest’opera attraverso il Comitato Venerabile E. Bullesi che invita sabato 25 aprile all’appuntamento a Barbana l’Azione Cattolica e i terziari francescani della regione. A presiedere il rito solenne sarà il già ministro provinciale del Nord Italia e definitore generale dei Frati Minori padre Mario Favretto. Dalla penitenzieria del santuario si giungerà, attraverso un cammino processionale, alla cappella esterna dove è conservata l’urna di Egidio: qui saranno letti il testamento di San Francesco e il transito del venerabile giovane. Di rilievo le presenze delle delegazioni attese da Pola, città di Egidio: la corale degli italiani “Lino Mariani” sosterrà i canti della messa che seguirà in santuario. Tra gli organizzatori e sostenitori della giornata sono le associazioni degli istriani esuli, in primis i comitati provinciali del FVG dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che dieci anni fa esatti celebrarono a Barbana uno speciale “Giubileo”: esso verrà rinnovato nel nome della fraternità, tipico messaggio francescano, che deve improntare i rapporti di qua e di là del confine. A tale valore darà voce la nota giornalista del quotidiano “Avvenire” Lucia Bellaspiga, presidente oggi dell’associazione dei polesani esuli, nell’allocuzione sulla notevole presenza francescana in Istria che precederà la messa. A quanti prenderanno parte all’intensa mattinata del 25 aprile all’isola di Barbana si consiglia di prendere la barca da Grado delle ore 9.30.
DON MATTEO – Salutiamo con gioia e una recuperata consapevolezza anche la memoria in questo Giubileo di San Francesco di don Matteo Catuzzo di San Vito al Tagliamento, prete diocesano e terziario francescano, umilissimo assiduo confessore, ricco di virtù e di doni di consiglio tanto da venire ricordato nelle famiglie della città e dai confratelli come “il santo di San Vito”, ove visse tutto il sacerdozio dall’ordinazione nel 1874 alla morte il 10 maggio 1924. Non dimentichiamo che della sua santità ci ha lasciato autorevole testimonianza biografica, edita nel decennale della scomparsa, il francescano del convento di Madonna di Rosa padre Pacifico M. Perantoni poi generale dei Frati Minori e arcivescovo. Il ricordo di don Matteo, ravvivato qualche tempo fa dal compianto diacono Mario Moro, è condiviso dalla Parrocchia del Duomo dove il sacerdote fu a lungo vicario e che fu retta dallo zio suo arcidiacono don Giovanni Trevisan (l’altro zio don Giuseppe fu pievano della vicina Savorgnano). È ricordato pure nelle benemerite istituzioni ecclesiali di cui San Vito è ricca: la Cappella dell’Ospedale che lo ebbe esemplare negli ultimi cinque anni di vita nell’assistere malati e moribondi e ne ha esposto di recente il ritratto; il Santuario di Madonna di Rosa retto dai Frati Francescani che egli cooperò, da direttore dei terziari locali, a far giungere a San Vito (il nome di don Catuzzo è inciso nella lapide apposta sul campanile); la Casa del Clero dei suoi confratelli anziani di oggi; il Monastero delle Visitandine dove don Matteo contò sulla preghiera della zia suor M. Felicita. Lo pregherà pure il gruppo di preghiera di Padre Pio che si riunisce ogni mese a Prodolone.
PADRE BERNARDINO – La stessa domenica 10 maggio, alla messa delle ore 19, si celebrerà l’anniversario del Venerabile Bernardino da Portogruaro ripreso con cadenza annuale nel duomo di Sant’Andrea dopo che quattro anni fa venne qui ricordato il bicentenario della sua nascita nella città del Lemene (l’arcivescovo monsignor Giuseppe Dal Vago morì a Quaracchi, Firenze, il 7 maggio 1895). Quanto mai importante fu per l’intero Ordine Francescano l’azione, intellettualmente fervida, ricca di devozione e sorretta da incrollabile fiducia in Dio nell’Ottocento avverso alla vita religiosa, del ministro generale dei Frati Minori per oltre un ventennio Padre Bernardino, successore di San Francesco che rese testimonianza della sua specchiata fedeltà al carisma del fondatore ai frati sparsi nei conventi d’Europa, reduci dall’esperienza traumatica delle soppressioni, raggiunti da lui nonostante la sempre precaria salute. Famoso il suo sintetico ritratto, nella parlata veneziana, del francescano fedele: oci e xenoci, formazione e preghiera. Walter Arzaretti