Chiesa
Sabato santo 4 aprile: la Veglia in san Marco del Vescovo Pellegrini “Artigiani della pace disarmata”
Nella suggestiva cornice della Cattedrale di Concordia, illuminata dal Cero Pasquale che fende l’oscurità, il Vescovo mons. Giuseppe Pellegrini ha presieduto la solenne Veglia, definendola “il cuore pulsante della vita della Chiesa”. In una notte in cui la cattedrale si fa grembo di vita nuova, il Vescovo ha lanciato un forte e lucido appello alla speranza, in netto contrasto con le cupe ombre del presente.
L’omelia ha toccato in profondità le ferite dell’attualità: “Sentiamo parlare di guerra, di conflitti che feriscono la carne dell’umanità, di un futuro che sembra incerto e oscuro”. Di fronte alla diffusa tentazione di chiudersi, alzare muri e credere che il male abbia l’ultima parola, mons. Pellegrini ha ricordato che “la Pasqua è la smentita di Dio a ogni pessimismo”. Il dono principale del Risorto è la pace, non un fragile equilibrio armato, ma una pace fondata sul perdono. Richiamando il messaggio di Papa Leone, il Vescovo ha esortato a cercare una “pace disarmata e disarmante”, invitando tutti i credenti a rifiutare la logica dell’odio e della vendetta per farsi concreti “artigiani di questa pace”.
Momento centrale e commovente della celebrazione è stata l’amministrazione dei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana ad alcuni adulti. Il loro “Sì”, ha sottolineato il Vescovo, risuona come un potente “atto di grande speranza”; in un mondo incline al cinismo e allo smarrimento, la loro scelta dimostra a tutti che “è ancora possibile nascere di nuovo”.
La celebrazione si è conclusa con un mandato missionario preciso, particolarmente significativo in questo Anno di San Francesco: non cedere alla paura dei tempi difficili, ma uscire dalla cattedrale per portare la pace del Risorto “nelle nostre case, nei luoghi di dolore, nelle nostre città e ovunque c’è una persona che soffre”. La fede, infatti, non elimina le prove, ma dona la forza di attraversarle, testimoniando che la gioia prevale sempre sulla paura.
