Quindici anni di episcopato e di storia del territorio

La festa di una comunità che si stringe attorno al suo pastore: giovedì 26 marzo alle 20.30 in Duomo Concattedrale San Marco è stata celebrata la messa per i quindici anni dall’Ordinazione del vescovo Giuseppe Pellegrini. Quindici anni di storia personale di “don Giuseppe” ma anche quindici anni di storia del territorio, come ha ricordato monsignor Pellegrini nell’omelia: “Celebrare un anniversario di ordinazione è sempre un intreccio tra storia personale e vita ecclesiale della comunità. Pertanto oggi celebriamo non solo l’anniversario di ordinazione, ma il cammino di 15 anni della nostra Chiesa di Concordia-Pordenone, non avendolo potuto fare nel decimo anniversario causa il Covid”. Monsignor Pellegrini ha poi sottolineato la “fede forte, come la gente delle nostre terre, che non ha mai avuto paura delle difficoltà delle avversità con operosità e coraggio” ricordando le grandi emigrazioni, la difficoltà del terremoto e della ricostruzione, e ancora le tante persone che hanno partecipato al Cammino sinodale “vissuto con serietà e impegno”.

“Caro nostro vescovo – ha ricordato don Roberto Tondato, vicario generale della Curia – tutto stasera parla di gratitudine. È un rendimento di grazie il nostro che sale dall’intera Chiesa di Concordia-Pordenone, dalle comunità e dalle istituzioni, dai gruppi e dalle associazioni, dai singoli vicini e lontani”. Appena giunto in diocesi “hai imparato velocemente i nostri nomi e le nostre strade. L’invito venga a camminare con noi, che ti rivolse il compianto mons. Pierluigi Mascherin dalle colonne del Popolo, lo hai accolto in pienezza fin dalla prima omelia che ci hai rivolto nella Cattedrale di Concordia”. A monsignor Pellegrini i presbiteri hanno donato una mitra che riporta in quattro medaglioni il richiamo ai santi più significativi della Chiesa locale e per il vescovo: santo Stefano protomartire (in mano i segni del martirio e il Vangelo), san Marco evangelista (il leone alato), i santi Martiri di Concordia (la spada del martirio e i fiori del pavimento musivo della antica basilica, simbolo della loro vita donata) e infine, san Giuseppe patrono universale della Chiesa (il bastone fiorito con i gigli della purezza).

Don Roberto Tondato ha poi recitato il telegramma giunto in giornata dal Vaticano dal segretario di stato cardinale Pietro Parolin, che riporta il saluti e gli auguri del Santo Padre Leone XIV.

Il Santo Padre Leone XIV rivolge cordiali voti augurali a sua eccellenza reverendissima mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, che nel duomo concattedrale di San Marco evangelista in Pordenone, con profonda riconoscenza al signore ricorda il XV anniversario di ordinazione episcopale. Il sommo pontefice, spiritualmente partecipe a così significativa ricorrenza per la diocesi concordiese-pordenonese, si unisce al rendimento di grazie a Cristo sommo ed eterno sacerdote per i numerosi doni ricevuti nel ministero ad edificazione del popolo santo di dio. sua santità invoca, auspice la Madonna delle Grazie, una rinnovata effusione dei doni del divino spirito per il fecondo servizio episcopale e, per intercessione di santo stefano protomartire, patrono della diocesi, gli imparte di cuore l’implorata benedizione apostolica, che volentieri estende ai presuli presenti, ai familiari e a quanti sono affidati alle sue cure pastorali.
Dal Vaticano, 26 marzo 2026

Cardinale Pietro Parolin
Segretario di Stato
di Sua Santità

A portare i saluti al vescovo, anche Cinzia Giovanatto vicepresidente del consiglio pastorale diocesano, che ha ricordato “non celebriamo solo un traguardo, bensì un cammino, fatto di incroci di volti e preghiere” e ancora “la paternità spirituale capace di custodire e generare” rilevando lo “spirito sempre vivo e giovane che ci ha insegnato a non fermarci. La Sia parola, Eccellenza, è stata luce nella nostre scelte accompagnandoci a essere chiesa in uscita e a portare il Vangelo là dove le persone soffrono”

Ricordando l’invito evangelico “Andate e predicate il Vangelo”, mons. Pellegrini ha rinnovato il suo impegno a guidare la nostra Chiesa. Ha esortati a camminare tutti insieme — preti, laici e sposi — nella piena corresponsabilità, per essere una vera comunità missionaria fondata sulla fede, sulla speranza e sulla carità.

Alla messa – concelebrata anche dal vescovo Rino Perin e con la “presenza nonostante non sia potuto essere qui” del vescovo emerito Ovidio Poletto che il 27 marzo ha compiuto 91 anni – hanno partecipato tanti sindaci del territorio diocesano, il prefetto di Pordenone, i comandanti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate sul territorio. Nell’occasione il sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha portato un saluto di ringraziamento “al padre della nostra Diocesi” assieme alla targa in cui ha iscritto un messaggio dedicato a sua Eccellenza.

A ricordare l’unità del territorio in questa festa e celebrazione, sono state le voci di più cori che per l’occasione hanno cantato all’unisono: il Coro Concattedrale San Marco, il Coro Sant’Agostino di Pordenone, il Coro Noincanto si Portogruaro, il Coro Parrocchiale di Bannia, diretti dal Maestro Mario Scaramucci, con il maestro Daniele Toffolo all’organo.