Spettacoli
Domenica 15 ai Colonos: “A soreli crevât. Il giorno dopo il finimondo”, incontro con Esther Kinsky e Angelo Floramo
Ultimo appuntamento di “In file”, rassegna realizzata dall’Associazione Culturale Colonos, finanziata da Regione Friuli-Venezia Giulia e ARLeF, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, con il sostegno di Distillerie Nonino.
Domenica 15 marzo, alle ore 16, la vecchia stalla dei Colonos di Villacaccia di Lestizza ospiterà “A soreli crevât. Il giorno dopo il finimondo”, incontro con Esther Kinsky e Angelo Floramo, consulente scientifico di In File 2026, introdotto da Federico Rossi.
Il percorso della rassegna si chiude con il confronto di due voci: Esther Kinsky, una delle più importanti scrittrici tedesche, autrice del romanzo “Rombo”, e Angelo Floramo.
Due prospettive: la scrittrice e il topo di biblioteca. Il Terremoto che nasce dalla trasfigurazione dell’artista e i Terremoti che ruggiscono dai documenti d’archivio, anche quelli più antichi, capaci di raccontare come questa nostra Terra sia da millenni tana dell’Orcolat. Due voci, un discanto. La memoria storica e la narrazione, le pergamene e la suggestione del racconto si intrecciano in questo appuntamento per concludere l’intera rassegna. Come a voler affermare che le schegge d’emozione sono taglienti, ma vivificano con inchiostro rosso i documenti del passato, anche quello più remoto, per ridargli vita nel momento presente. A monito di coloro che verranno.
Si potrà inoltre visitare “Ribaltons furlans”, mostra di Tonino Cragnolini, progetto coordinato da Michele Bazzana con la collaborazione della Stamperia d’arte Albicocco. Linguaggio artistico originalissimo quello di Tonino Cragnolini (Tarcento 1937-2014), costantemente animato dall’urgenza dell’impegno etico e civile. Servendosi di un segno scarno, in uno stile antiestetico, dà forma a visioni grottesche e allucinate, popolate da figure deformi, personaggi mostruosi, marchingegni aerei distorti. Nel suo universo narrativo, che è sempre spiazzante, si impongono scene graffianti di eventi storici segnati dalla prevaricazione, dalla violenza, dallo scontro sociale. Le opere in mostra documentano alcuni cicli di incisioni che traggono ispirazione da eventi traumatici della storia del Friuli, quali “Terremoto et Immaginario”, l’Assassinio del patriarca Bertrando da Saint Geniès, la “Crudel zoiba grassa”.
La mostra sarà visitabile fino al 15 di Marzo durante gli incontri della rassegna.
La ventinovesima edizione di “In file” ha per titolo “Un paese di macerie e primule”.
Così Federico Rossi, presidente dell’Associazione Culturale Colonos e direttore artistico della rassegna, commenta il tema scelto per “In File” 2026:
«È l’occasione per comprendere meglio uno straordinario momento storico, che fu di tragedia e di speranza per un intero popolo, alla luce del Friuli attuale che è cambiato radicalmente rispetto a 50 anni fa. La questione cruciale è, qualora quella tragedia fosse accaduta oggi, se ci sarebbero le condizioni per realizzare l’epica impresa della ricostruzione.
Come Colonos abbiamo cercato di effettuare una scelta selettiva di incontri per non amplificare il rumore di fondo delle molte iniziative in cantiere, con l’intento di andare oltre la cronaca e la memoria storica. Partendo dal terremoto abbiamo allargato l’orizzonte attraverso momenti di riflessione di carattere storico-letterario, antropologico, esistenziale-religioso e artistico. Quest’ultimo aspetto comprende un progetto teatrale-radiofonico sul terremoto sociale degli ultimi decenni e l’esposizione di alcune opere di Cragnolini, un artista che ha trattato con crudezza i grandi sismi della storia friulana, dall’assassinio del patriarca Bertrando alla crudel zobia grassa fino alla violenza delle guerre».
