Pordenone: 3 febbraio, la poesia di Gianmario Villalta al Verdi

Martedì 3 febbraio (ore 20.30) sul Palco del Teatro, per Pordenone Città della Poesia verrà proposto “Re di tutto il perduto” di e con Gian Mario Villalta e con Damiano Scarpa violoncello solo (in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge).

Poesia e Musica: Gian Mario Villalta presenta la sua antologia poetica accompagnato dall’anima musicale del violoncello di Damiano Scarpa. 
Le opere poetiche dialogheranno con musiche di Bach, Bloch, Ligeti, Britten, Sollima. 
Sostiene il poeta Villalta: “Il perduto è un regno che la parola conosce, perché è da quel regno che proviene. Viene da prima che nascessimo, nella voce che sentivamo vibrare, attraversa i primi anni di vita mai divenuti ricordi, quando ancora imparavamo a parlare, nell’infanzia della parola e della memoria. E poi c’è stato l’incalzare di un tempo mai così veloce in tutta la Storia precedente: mutamenti che ci hanno cambiato i pensieri, i gesti e le attese, sempre più rapidi, pressanti, fino a divenire istantanei, e oggi farci sentire a volte prigionieri nella bolla di un’info-aggressione totale. Sono i racconti della vita che danno forma alla vita stessa, mentre la memoria di ognuno di noi si riplasma su quelle degli altri, in un presente di doveri, desideri e paure. E se tutto fugge, a strappi, in avanti? L’abbiamo sempre saputo che a ogni prossimo istante tutto diventa passato, tutto perduto. Ma cosa succede se non riusciamo più a tenerlo insieme, questo tempo che passa? Senza un passato però di noi non resta niente, perché siamo la nostra memoria. Il tempo e la memoria sono uniti alla radice dalla parola e insieme nutrono la pianta della vita fino a dove sui rami fiorisce. Occorre stare così vicini a quelle radici da sentire la linfa che scorre, così attenti da immaginare il germoglio che preme la scorza dall’interno, così incauti e presuntuosi da pronunciare la parola ‘fiore’ “. 

N.Na