Pordenone, 15 febbraio: Parole che armano – parole che disarmano

Parole che armano – Parole che amano: il linguaggio disarmato e disarmante di don Primo Mazzolari: è questo il titolo del convegno organizzato alla Casa dello Studente di Pordenone per domenica 15 febbraio, con inizio alle ore 15.00.
Le suggestioni giungono dal magistero di papa Leone e prima ancora di papa Francesco, che a più riprese hanno sollecitato i cristiani a praticare gesti e parole all’insegna di «una pace disarmata e disarmante» e ad utilizzare «una comunicazione capace di creare ponti e di superare le incomprensioni». In quest’ottica, nel corso del pomeriggio, verrà proposto un laboratorio sulle parole che nascono dall’ascolto e dall’empatia, destinate a curare, includere, contrapposte a quelle cariche di odio, pregiudizio e aggressività, volte ad alimentare i conflitti e ad innalzare muri di incomprensione. Insomma, si rifletterà su una comunicazione fondata sulla mitezza, la non violenza, il rispetto e l’ascolto.
Il frutto dei lavori di gruppo sarà portato ad una tavola rotonda, nel corso della quale il pedagogista Anselmo Palini parlerà del messaggio di don Primo Mazzolari, profeta della pace e propugnatore dell’obiezione di coscienza. Palini si è occupato lungamente di questa figura chiave della Chiesa italiana del Novecento, sottolineando l’originalità del suo messaggio, finalizzato a smuovere le coscienze e a sollecitarle al rifiuto della guerra e alla costruzione di pratiche pacifiche concrete, a partire dalle parrocchie dove i cristiani professano la loro adesione al Vangelo. In questo modo si vorrebbe cogliere la sollecitazione dei vescovi italiani affinché le comunità si trasformino in case della pace, capaci di accogliere e di accompagnare.
L’iniziativa – aperta a tutti – è organizzata dalla commissione diocesana Giustizia e Pace (PSL), dall’Azione Cattolica diocesana, con l’adesione della scuola di formazione politica Civitas di Pordenone.
PM