Open Day al Cro il 4 marzo contro l’HPV dalle 9 alle 14

In occasione della Giornata mondiale contro l’HPV, anche il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano rinnova il suo impegno a favore della promozione della salute e della prevenzione. Mercoledì 4 marzo, infatti, è in programma un Open Day dedicato al papillomavirus (HPV): gli ambulatori ginecologici del CRO saranno aperti dalle 9 alle 14 per incontri gratuiti, senza appuntamento, con i professionisti della Chirurgia oncologica ginecologica che daranno informazioni sulle lesioni HPV-correlate, rispondendo a tutte le domande e chiarendo i dubbi in merito alla vaccinazione e ai test.

Il papillomavirus è responsabile della quasi totalità dei tumori del collo dell’utero (cervice uterina). Si tratta di circa 2.400 casi ogni anno in Italia e oltre 50 solo in Friuli Venezia Giulia. L’HPV causa almeno altrettanti tumori anche in altre sedi più rare (tonsille, base linguale e palato molle, ano, vulva e pene). Le neoplasie causate dal papillomavirus sono potenzialmente prevenibili attraverso la vaccinazione, raccomandata per maschi e femmine, e l’adesione allo screening per il tumore del collo dell’utero, al quale le donne tra i 25 e i 64 anni vengono invitate dal Sistema sanitario ed è consigliato anche per chi si è vaccinato.

Il programma gratuito di screening, in Friuli Venezia Giulia, si è dimostrato particolarmente efficiente: è stata completata la transizione dal PAP-test all’HPV-test come esame primario per tutte le donne a partire dai 30 anni. L’HPV-test è un’indagine più sensibile, che consente un intervallo di tempo più lungo (da tre a cinque anni) tra un test e l’altro in caso di esito negativo. Il prossimo passaggio sarà quello di differenziare la campagna di screening in base allo stato vaccinale: le donne non vaccinate saranno invitate al PAP-test a 25 anni e, successivamente, all’HPV-test a partire dai 30 anni, mentre le giovani vaccinate con ciclo completo entro i 15 anni riceveranno la prima chiamata per l’HPV-test a partire dai 30 anni.

Il CRO è impegnato come centro di screening di secondo livello: ad Aviano si effettuano approfondimenti diagnostici su pazienti risultate positive ai test di primo livello, per confermare o escludere tumori o lesioni pretumorali, ed eventuali trattamenti chirurgici personalizzati, seguiti da vaccinazione, quando indicata, già durante la degenza. Inoltre, in collaborazione con ARCS (l’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute), è sede di corsi di aggiornamento e formazione sul campo per gli operatori del primo e secondo livello del programma di screening FVG, contribuisce alla stesura delle raccomandazioni regionali e nazionali della gestione della patologia genitale HPV-correlata e, in sinergia con le Società di colposcopia italiane, promuove eventi a carattere scientifico.

LA STORIA. La scoperta che diversi tumori della donna e dell’uomo siano causati da virus è relativamente recente. In un’indagine fatta nel 2025 nell’ambito del quinto Codice Europeo contro il Cancro, solo l’1% del campione di cittadini europei intervistato menzionava le infezioni come possibili cancerogeni. I vaccini sono la migliore strategia per prevenire questi tumori (circa il 13% delle neoplasie a livello mondiale e il 5% in Europa).

Fin dal diciannovesimo secolo si sospettava che il carcinoma della cervice si acquisisse con i rapporti sessuali. I progressi della biologia molecolare hanno permesso, negli Anni ’80, d’identificare il DNA virale nei tumori anogenitali e di creare un vaccino efficace per prevenirli, concepito come ‘guscio vuoto’ del virus, senza il DNA cancerogeno. Inoltre, l’infezione genitale da HPV si è rivelata comunissima nelle donne e negli uomini giovani in tutto il mondo, con punte sopra al 50%.

Il vaccino contro i tipi di HPV più cancerogeni è stato introdotto nei Paesi ricchi dal 2006, dapprima nelle ragazze (molto più a rischio di sviluppare tumori da HPV dei ragazzi, ndr) e, quando il suo prezzo è diminuito, anche nei ragazzi, in modo di eliminare alla lunga la circolazione dell’infezione nella popolazione mondiale e, quindi, eradicare in qualche decennio il tumore della cervice e gli altri legati al papillomavirus. Dal 2020, grazie all’impegno economico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di altre società internazionali, la vaccinazione si è estesa anche agli Stati più poveri. Attualmente, più di 150 Paesi hanno programmi vaccinali anti-HPV, compresi la Cina e l’India, anche grazie alla produzione locale.

In Italia, la vaccinazione anti-HPV è iniziata nel 2007 per le ragazze e, dal 2017, è stata estesa anche ai maschi. Dopo un calo durante l’epidemia di COVID, la copertura si è ripresa: nel 2024 era al 78% nelle ragazze entro i 15 anni e simile nei ragazzi. In Friuli Venezia Giulia, l’offerta vaccinale è gratuita per tutte le ragazze fino ai 26 anni, per i ragazzi fino a 18 anni e per tutte le categorie a rischio, mentre è disponibile a prezzo agevolato per soggetti non appartenenti alle categorie a rischio che ne fanno richiesta.