Terremoto 1976-2026
A 50 anni dall’Orcolat: il 3 maggio messa con il card. Zuppi
Una ricostruzione “rapida e rispettosa” divenuta esempio e modello, che si è fondata sulla incredibile “tenacia dei friulani” nel rispetto delle singole comunità e dei loro valori da difendere anche ricostruendo “lì dove era”, con una convenienza non solo economica ma di preservazione del territorio contro la sua possibile desertificazione, tra le macerie. Così ha rimarcato Riccardo Riccardi, assessore regionale con delega alla Protezione Civile, presentando il calendario di iniziative avviate dalla Regione Fvg per il 50° anniversario del terremoto. Citazioni con cui Riccardi ha riassunto cosa sia stata la ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del maggio e del settembre del 1976, citando le parole di Giuseppe Zamberletti (“l’uomo dell’emergenza e dello stato, dal pensiero lungo”) e dei due presidenti di Regione Antonio Comelli (“l’uomo della credibilità verso il governo”) e Adriano Biasutti (l’uomo che testimoniò nel 1986 già i risultati della ricostruzione affinché i mille morti non fossero scomparsi invano). Assi portanti e programmatici che hanno fatto sì che “la ricostruzione non sia stata solo materiale bensì una rinascita”.
“Negli occhi dei friulani di allora – ha ricordato Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – abbiamo visto la speranza senza la quale questa terra non si sarebbe rialzata, la speranza di chi non si abbandona e non abbandona chi sta accanto. La grande rivoluzione del Friuli fu il saper guardare in prospettiva e non al contingente”. L’occasione è stata la conferenza stampa che si è tenuta lunedì 9 febbraio in Biblioteca Rizzi a Udine con la partecipazione di autorità civili e militari, sindaci, i prefetti di Udine e Pordenone, diversi assessori e consiglieri regionali, e l’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba. Appuntamento apertosi con la proiezione di alcuni video di testimonianze: quelle di un bambino che all’indomani dell’Orcolat disse: “Le rondini ci abbandonano, non hanno trovato i loro nidi perché le case sono cadute, spero il prossimo anno le rondini che tornano che ritrovino le case ricostruite”. Una speranza che fu attesa. E poi il video con gli spezzoni di dichiarazioni di Zamberletti, di Comelli e di Biasutti.
Il lascito del terremoto furono non solo le macerie, ma il modello operativo, la creazione della Protezione Civile e il valore del volontariato, la fondazione dell’Università di Udine come ricordato dal rettore Angelo Montanari: “La prima richiesta di istituire l’ateneo risale a prima del terremoto grazie al lavoro indefesso del professore Tarcisio Petracco, ma fu nella legge di rinascita del Friuli che furono inseriti gli stanziamenti. Così questa terra da epicentro del sisma ha deciso di diventare epicentro dei saperi”.
Tanti gli appuntamenti (molti altri verranno inseriti sul sito istituzionale della Regione, dal banner in homepage), a iniziare dalla messa presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi il 3 maggio a Gemona.
Tra le diverse iniziative, proprio a rimarcare la grande solidarietà che giunse in Friuli dal governo centrale e dall’estero dalle terre dell’emigrazione friulana, la proposta di portare lo spettacolo Orcolat di Simone Cristicchi al di fuori dei confini regionali, a Roma, a Washington e a Toronto, come ha annunciato l’assessora alle Finanze, la gemonese Barbara Zilli: “A cinquant’anni il Friuli è ricostruito nelle sue pietre, nei suoi sassi d’angolo, nella sua umanità e socialità, nel suo essere comunità. Io appartengo ai figli di quella ricostruzione, cresciuti con la lezione del lavoro e del silenzio. Il terremoto è diventato acceleratore sociale che ha permesso al Friuli rurale e povero, terradi emigrati, di diventare grande. Grazie alla rettitudine e alla serietà degli amministratori del tempo e alla grande disponibilità che arrivò dall’estero”.
A parlare anche Roberto Revelant, sindaco di Gemona e presidente dell’associazione Comuni terremotati, che ha ricordato come le iniziative per il cinquantenario riguarderanno anche i “45 Comuni terremotati e le 250 tra opere d’arte, manufatti, piazze, oggetto del progetto RiConoscere. La resilienza si costruisce ogni giorno” ha commentato.
Tra gli appuntamenti più attesi, la riapertura al pubblico del Castello di Colloredo di Monte Albano, con la restituzione di una parte degli spazi agli eredi della famiglia Nievo, e di aree prima non aperte al pubblico “l’Ala Nievo appunto, dell’Ala Est e della Casa Rossa, oltre alla pubblicazione del portale con l’archivio digitale della ricostruzione” ha annunciato Cristina Amirante, assessora ai Lavori Pubblici e Infrastrutture.
“Guardiamo a cosa questa tragedia abbia rappresentato per il nostro Fvg, consapevoli che il ricordo della sofferenza è il punto di partenza ma è anche fonte di orgoglio per ciò che la nostra regione è oggi, un territorio dove c’è grande cultura della prevenzione, grande forza di reazione, un sistema che sa rispondere” ha ricordato Mauro Bordin, presidente del Consiglio Regionale.
Il modello Friuli, ha poi concluso il presidente Fedriga, “porta con sé i valori della ricostruzione, ed è questo ciò che è rimasto. Quella capacità di reazione straordinaria di questa regione e dei singoli cittadini del Fvg, che si rimboccano le maniche e tentano di risolvere subito il problema (come abbiamo visto anche negli anni recenti con la pandemia o dopo gli eventi atmosferici a Versa e a Mortegliano), quella macchina straordinaria che è la Protezione Civile”.
IL PROGRAMMA
Il ricordo e l’omaggio, a Gemona a maggio
- 3 maggio il cardinale Matteo Maria Zuppi a Gemona presiede la solenne concelebrazione in ricordo delle vittime, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Udine
- 6 maggio seduta straordinaria del Consiglio regionale a Gemona del Friuli per il 50° anniversario del terremoto
- 7 maggio sempre a Gemona, concerto gratuito di Andrea Bocelli in ricordo delle vittime
Il modello Friuli, eventi durante l’anno - Il racconto del Modello Friuli, le scelte della Regione Autonoma Fvg in collaborazione con l’Associazione Consiglieri, a Udine
- “Prima le fabbriche, poi le case infine le chiese”, in collaborazione con Confindustria Udine, a Osoppo
- La solidarietà nazionale e internazionale, Convention dei Fogolârs Furlans con Ente Friuli nel Mondo, a Udine
- L’esempio virtuoso della sussidiarietà in collaborazione con la Fondazione per la Sussidiarietà ETS, a Palmanova
- Istruire, costruire, gestire: la cultura della resilienza come asset di governo del territorio, con l’Università di Udine, a Udine
- 1976-2026: cinquant’anni di monitoraggio e ricerche sulla sismicità del FriuliVenezua Giulia, in collaborazione con l’OGS Ist. naz. di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, a Udine
- Dall’intuizione all’azione: intitolazione sala ottagonale del Centro Operativo Regionale a Giuseppe Zamberletti, esercitazione transfrontaliera con scenario di evento sismico, a Palmanova e a Gemona
- RiConoscere. Rete territoriale della memeoria e della resilienza del Friuli, in collaborazione con l’Associazione dei Comuni Terremotati, in vari comuni della regione
- Concerto gratuito nel Parco del Rivellino con la Protezione Civile regionale, a Rivoli di Osoppo
- I Turcs tal Friùl in collaborazione con Confindustria Udine, a Udine
Castello di Colloredo con l’ala Nievo e archivio digitale
Sarà riaperto a fine estate il Castello di Colloredo ogggetto di un importante progetto di restauro conservativo rendendo accessibili Ala Nievo, l’Ala Est e la Casa Rossa. Nel Castello verranno poi ospitate una serie di iniziative. Verrà inoltre pubblicato e presentato il portale con l’archivio ditigale della Ricostruzione
