Pordenone
Pordenone, 27 gennaio, Faust a Cinemazero
Ritornano a Cinemazero le Serate di Cinema muto, lo storico appuntamento dedicato ai grandi capolavori centenari della settima arte, realizzato in collaborazione con la Cineteca del Friuli e le Giornate del Cinema Muto. Un’occasione preziosa per riscoprire sul grande schermo opere fondamentali della storia del cinema, restituite nella loro complessità artistica e filologica. L’edizione 2026 prende il via martedì 27 gennaio con uno dei vertici assoluti del cinema muto europeo, Faust – Eine deutsche Volkssagedi Friedrich Wilhelm Murnau, realizzato in Germania nel 1926.
Con Faust, Murnau porta a compimento l’ambiziosa impresa di confrontarsi con il mito goethiano, firmando la sua ultima pellicola prodotta in Germania prima del trasferimento negli Stati Uniti. Il film si apre con immagini di straordinaria potenza visionaria, dall’irruzione dei Cavalieri dell’Apocalisse al dialogo tra l’arcangelo Gabriele e Mefistofele, che scommette sulla possibilità di corrompere l’anima del dottor Faust. È un’opera che incarna in modo esemplare la tensione del cinema muto verso l’assoluto, capace di fondere racconto filosofico, spettacolo popolare e sperimentazione formale.
Faust è anche un trionfo visivo, grazie a scenografie che oscillano tra realismo e pieno espressionismo e a un uso magistrale della luce e delle ombre, curato dal direttore della fotografia Carl Hoffmann. Ogni inquadratura sembra scolpita nello spazio, ogni effetto visivo concorre a creare un mondo sospeso tra il terreno e il soprannaturale, in cui il destino dell’uomo diventa materia cinematografica pura.
La storia produttiva del film è altrettanto affascinante e complessa. Alla vigilia dell’uscita, l’opera fu al centro di un acceso dibattito sulle didascalie, che coinvolse figure di primo piano della cultura tedesca dell’epoca. L’Ufa chiese allo scrittore e premio Nobel Gerhart Hauptmann di rivedere i testi, giudicati inizialmente deboli; dopo una proiezione privata, Hauptmann accettò l’incarico e riscrisse le didascalie in versi rimati, conferendo loro un forte carattere letterario. La scelta suscitò però forti polemiche, in particolare da parte dello sceneggiatore Hans Kyser, che temeva uno squilibrio tra parola scritta e forza visionaria delle immagini. Ne nacque un dibattito pubblico molto acceso, amplificato dalla stampa del tempo, che accompagnò l’uscita del film e contribuì a renderlo un vero e proprio caso culturale.
Non è tuttora certo se Faust sia mai stato proiettato regolarmente con le didascalie di Hauptmann in Germania, anche a causa delle numerose revisioni e dei passaggi al vaglio della censura. La versione presentata oggi è frutto di un accurato lavoro di ricostruzione: si tratta della riproduzione digitale di una copia della versione originale tedesca, realizzata nel 1997 da Luciano Berriatúa, che reintegra le didascalie di Hauptmann e corregge discrepanze e problemi di montaggio presenti nelle copie circolate nel tempo.
Con Faust, le Serate di Cinema muto confermano ancora una volta la loro vocazione: offrire al pubblico non solo la visione di un grande film, ma un vero e proprio viaggio nella storia del cinema, tra estetica, filologia e passione per un’arte che, a distanza di un secolo, continua a parlare con forza sorprendente al presente.