Il dialogo interreligioso

Nella ricorrenza della 37^ Giornata Mondiale del dialogo interreligioso è importante riscoprire la Nostra Aetate, storica dichiarazione del Concilio Vaticano II sui rapporti della Chiesa con le religioni non cristiane e che lo scorso 28 ottobre ne sono stati commemorati i 60 anni dalla sua pubblicazione. E’ un importante documento che ha ispirato e guidato la Santa Sede e le Chiese di tutto il mondo nel costruire rapporti  e promuovere la collaborazione  con gli aderenti delle diverse tradizioni religiose. Documento conciliare che rappresenta un riferimento e che traccia l’itinerario per un dialogo nel rispetto reciproco e che  ha aperto una fase di dialogo e rispetto reciproco specialmente verso l’Ebraismo e l’Islam, promuovendo l’unità.

E’ uno dei documenti significativi per affrontare sfide globali e costruire ponti tra fedi diverse.

La Chiesa rispetta e stima, oltre a riconoscere nelle altre religioni il valore nella condivisione del cammino di vita e nulla rigetta di quanto è vero e santo in esse.

Anche se vi sono differenze delle varie dottrine rispetto al credo della Chiesa cattolica, si possono “cogliere” dei punti che come recita il Vangelo di Giovanni (Gv1,9) illuminano la coscienza e la vita di ogni essere umano verso il bene.

Il cammino del dialogo interreligioso anche come mezzo per ricucire le incomprensioni, prevenire conflitti e costruire ponti di fratellanza e amicizia in un mondo pervaso da guerre e divisioni. Per affrontare le sfide attuali occorre rafforzare l’impegno al fine di una maturazione di una cultura dell’incontro. Anche se a volte  si presentano degli ostacoli e divergenze, esistono numerose occasioni in cui i vari esponenti delle diverse religioni possono offrire, senza rimanere arroccati sulle proprie idee, il loro contributo e le loro esperienze per approfondire e confrontarsi insieme con maggiore intensità. In questi tempi difficili, la Chiesa cattolica comunque tenendo anche come riferimento le ispirazioni emerse nel Concilio Vaticano II in merito al dialogo interreligioso rimane sensibile al tema. Oltre alla Nostra Aetate, la Chiesa è più volte intervenuta sul dialogo interreligioso: con la Redemptoris Missio nel 1990 in cui si fa riferimento al dialogo con i fratelli di altre religioni, un dialogo che scaturisce dal rispetto per tutto ciò che nell’uomo ha operato la Spirito che soffia dove vuole. E’ ancora vivo il ricordo della storica visita di San Giovanni Paolo II nel 1986  presso la Sinagoga di Roma. Molto è ancora da fare, ma l’ apertura pastorale e missionaria che continua ad ispirare il popolo di Dio e del Santo Padre Papa Leone IV, è quella del dialogo, rispetto, ascolto, arricchimento reciproco e fratellanza evitando ogni forma di discriminazione religiosa.  Papa Leone XIV con il  primo viaggio apostolico in Turchia e Libano (nov-dic.2025), ha sottolineato l’importanza di costruire ponti.  Il dialogo interreligioso quindi perno fondamentale, che non è solo una ricerca intellettuale, ma un’ inevitabile impegno morale e sociale.

Patrizi Clemente